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La cooperazione giudiziaria nelle materie civili con implicazioni transnazionali

cooperazione civile

La cooperazione giudiziaria nelle materie civili con implicazioni transnazionali

Sezione curata da Angela Martone

 

Il titolo V del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea dedica il capo 3, composto unicamente dall’art. 81, alla cooperazione giudiziaria in materia civile relativa a situazioni che presentino implicazioni transnazionali. Gli obiettivi principali di tale cooperazione sono quelli di garantire la certezza del diritto e un accesso agevole ed effettivo alla giustizia, il che implica una facile individuazione della giurisdizione competente, un'indicazione chiara del diritto applicabile e procedure di riconoscimento e di esecuzione rapide ed efficaci.
In tal senso, la cooperazione giudiziaria in materia civile mira a realizzare una stretta collaborazione tra le autorità degli Stati membri, al fine di eliminare ogni ostacolo derivante dalle difformità fra i diversi sistemi giudiziari ed amministrativi il che comporta la "progressiva riduzione, fino alla definitiva abolizione, delle procedure intermedie per il riconoscimento e per l'esecuzione delle decisioni tra gli Stati membri" e l' “adozione di misure intese a ravvicinare le disposizioni legislative e regolamentari degli stessi".
L'Unione europea ha pertanto il potere di adottare misure volte a garantire: a) il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri delle decisioni giudiziarie ed extragiudiziarie; b) la notificazione e la comunicazione transnazionale degli atti; c) la compatibilità delle regole applicabili negli Stati membri ai conflitti di legge e di giurisdizione; d) la cooperazione nell'assunzione dei mezzi di prova; e) un accesso effettivo alla giustizia; f) l'eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento dei procedimenti civili; g) lo sviluppo di metodi alternativi alla risoluzione delle controversie; h) un sostegno alla formazione dei magistrati e degli operatori giudiziari (art. 81 TFUE, par. 2).
Sebbene la realizzazione, ad opera dell’Unione europea, di una cooperazione giudiziaria in materia civile riveli la sua stretta connessione con la creazione del più ampio  spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia ed in particolare con il profilo della giustizia, non meno rilevante è il condizionamento che essa opera nella creazione di un effettivo spazio di libertà nel quale le persone (nei loro rapporti di vita personale, familiare e lavorativa) possano circolare liberamente senza dover rinunciare alla tutela dei loro diritti. 
 Nella presente sezione è monitorata l'attività delle Istituzioni europee (in particolare, emanazione di atti di diritto derivato, adozione di atti preparatori, pronunce della Corte di giustizia dell'Unione europea) sugli aspetti sopra descritti, a partire da gennaio 2013.
Per l'invio di contributi: slsg@unisa.it

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Judicial cooperation in civil matters relating to situations with cross-border implications

Section by Angela Martone

 
Title V of the Treaty on the Functioning of the European Union devotes its Chapter 3, solely composed by Article 81, to judicial cooperation in civil matters relating to situations with cross-border implications. The main objectives of such cooperation are to ensure legal certainty and easy and effective access to justice, which implies an easy identification of the competent jurisdiction, a clear indication of the applicable law and rapid and effective recognition and enforcement procedures.
In this respect, judicial cooperation in civil matters aims to achieve close cooperation among the authorities of the Member States in order to remove any obstacles arising from differences between the various judicial and administrative systems, which implies the "progressive reduction, until final abolition, of intermediate procedures for the recognition and enforcement of judgments between Member States" and the "adoption of measures to approximate their laws and regulations".
The European Union therefore has the power to adopt measures to ensure: (a) the mutual recognition and enforcement between Member States of judgments and of decisions in extrajudicial cases; (b) the cross-border service of documents; (c) the compatibility of the rules applicable in the Member States concerning conflicts of law and of jurisdiction; (d) cooperation in the taking of evidence; (e) effective access to justice; (f) the elimination of obstacles to the proper functioning of civil proceedings; (g) the development of alternative methods of dispute settlement; (h) support for the training of the judiciary and judicial staff (Art. 81 para. 2 TFEU).
Although the establishment by the European Union of judicial cooperation in civil matters reveals its close connection with the creation of the wider European area of freedom, security and justice and in particular with the profile of justice, it is important to appreciate its own critical role in the creation of a genuine area of freedom in which people (in their personal, family and working life) can move freely without having to renounce the protection of their rights.
This section monitors the activities of the European institutions (in particular, secondary legislation, preparatory acts, the judgments of the Court of Justice of the European Union) on the above aspects, starting from January 2013.

To send contributions, write to: slsg@unisa.it

 

 

              




MARZO 2018

 

Judgment of the Court (Seventh Chamber) 8 March 2018

(C-64/17, Saey Home & Garden NV/SA c. Lusavouga-Máquinas e Acessórios Industriais SA)

Sentenza della Corte di giustizia (settima sezione) dell’8 marzo 2018

(C-64/17, Saey Home & Garden NV/SA c. Lusavouga-Máquinas e Acessórios Industriais SA)

Secondo l’articolo 7, punto 1, del regolamento n. 1215/2012 «il giudice competente a conoscere di una domanda risarcitoria relativa alla risoluzione di un contratto di concessione di vendita, concluso fra due società stabilite e operanti in due Stati membri diversi, per la commercializzazione di prodotti sul mercato nazionale di un terzo Stato membro, in cui nessuna delle due suddette società dispone di succursali o di stabilimenti, è quello dello Stato membro in cui si trova il luogo della prestazione principale dei servizi, come si evince dalle disposizioni del contratto nonché, in assenza di disposizioni siffatte, dall’esecuzione effettiva del contratto stesso, e, in caso di impossibilità di determinarlo su tale base, quello del domicilio del prestatore».


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Judgment of the Court (First Chamber) 7 March 2018

(C-560/16, E. ON Czech Holding AG c. Michael Dědouch, Petr Streitberg, Pavel Suda)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 7 marzo 2018

(C-560/16, E. ON Czech Holding AG c. Michael Dědouch, Petr Streitberg, Pavel Suda)

Un ricorso avente ad oggetto l’esame della congruità del corrispettivo che l’azionista principale di una società è tenuto a versare agli azionisti di minoranza della medesima in caso di trasferimento obbligatorio delle loro azioni a tale azionista principale, rientra nella competenza esclusiva dei giudici dello Stato membro nel cui territorio tale società ha sede ai sensi dell’articolo 22, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001.

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Judgment of the Court (Third Chamber) 7 March 2018

(C-274/16, C-447/16 e C-448/16, flightright GmbH c. Air Nostrum,Líneas Aéreas del Mediterráneo SA; Roland Becker c. Hainan Airlines Co. Ltd; and  Mohamed Barkan,  Souad Asbai, Assia Barkan, Zakaria Barkan, Nousaiba Barkan c. Air Nostrum, Líneas Aéreas del Mediterráneo SA)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 7 marzo 2018

(C-274/16, C-447/16 e C-448/16, flightright GmbH c. Air Nostrum,Líneas Aéreas del Mediterráneo SA; Roland Becker c. Hainan Airlines Co. Ltd; e Mohamed Barkan,  Souad Asbai, Assia Barkan, Zakaria Barkan, Nousaiba Barkan c. Air Nostrum, Líneas Aéreas del Mediterráneo SA)

L’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 va interpretato nel senso che «la nozione di “materia contrattuale” include anche l’azione di un passeggero aereo diretta a ottenere una compensazione pecuniaria per ritardo prolungato di un volo con coincidenza, proposta sul fondamento del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, nei confronti di un vettore aereo operativo che non sia la controparte contrattuale del passeggero interessato».  

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Judgment of the Court (Second Chamber) 1 March 2018

(C-558/16, Doris Margret Lisette Mahnkopf)

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 1 marzo 2018

(C-558/16, Doris Margret Lisette Mahnkopf)

L’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 650/2012 in materia di successioni ricomprende il caso di conguaglio forfettario degli incrementi patrimoniali realizzati in costanza di matrimonio mediante maggiorazione della quota ereditaria del coniuge superstite.



FEBBRAIO 2018

 

Judgment of the Court (Seventh Chamber) 28 February 2018
(C-289/17, Collect Inkasso OÜ, ITM Inkasso OÜ, Bigbank AS c. Rain Aint, Lauri Palm, Raiko Oikimus, Egle Noor, Artjom Konjarov)

Sentenza della Corte di giustizia (settima sezione) del 28 febbraio 2018

(C-289/17, Collect Inkasso OÜ, ITM Inkasso OÜ, Bigbank AS c. Rain Aint, Lauri Palm, Raiko Oikimus, Egle Noor, Artjom Konjarov)
Secondo gli articoli 17, lettera a), e 18, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 805/2004 che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, una decisione giudiziaria emessa senza che il debitore sia stato informato dell’indirizzo del giudice cui occorre inviare la risposta, dinanzi al quale comparire o, eventualmente, presso il quale può essere proposto un ricorso avverso tale decisione, non può essere certificata come titolo esecutivo europeo.





GENNAIO 2018

 

Judgment of the Court (Third Chamber) 25 January 2018
(C‑498/16, Maximilian Schrems c. Facebook Ireland Limited)

 
Sentenza della Corte (terza sezione) del 25 gennaio 2018
(C‑498/16, Maximilian Schrems c. Facebook Ireland Limited)
La Corte di giustizia ha precisato che «la nozione di “consumatore”, ai sensi degli articoli 15 e 16 del regolamento n. 44/2001, deve essere interpretata in maniera restrittiva, facendo riferimento alla posizione di tale persona in un determinato contratto, in relazione alla natura ed alla finalità di quest’ultimo, e non invece alla situazione soggettiva di quella stessa persona, potendo un solo e medesimo soggetto essere considerato un consumatore nell’ambito di determinate operazioni ed un operatore economico nell’ambito di altre». Inoltre, l’articolo 16, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 non si applica all’azione di un consumatore diretta a far valere, dinanzi al giudice del luogo in cui questi è domiciliato, non soltanto diritti propri ma anche diritti ceduti da altri consumatori domiciliati nello stesso Stato membro, in altri Stati membri oppure in Stati terzi.       

 

 

 

DICEMBRE 2017



Judgment of the Court  (First Chamber) 20 December 2017
(C-649/16, Peter Valach,  Alena Valachová,  SC Europa ZV II a.s.,  SC Europa LV a.s.,  VAV Parking a.s.,  SC Europa BB a.s.,  Byty A s.r.o. c. Waldviertler Sparkasse Bank AG,  Československá obchodná banka a.s.,  Stadt Banská Bystrica)

 

Sentenza della Corte (prima sezione) del 20 dicembre 2017
(C-649/16, Peter Valach,  Alena Valachová,  SC Europa ZV II a.s.,  SC Europa LV a.s.,  VAV Parking a.s.,
 SC Europa BB a.s.,  Byty A s.r.o. c. Waldviertler Sparkasse Bank AG,  Československá obchodná banka a.s.,  Stadt Banská Bystrica)
La Corte di giustizia afferma che l’articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento n. 1215/2012 si applica ad una azione di responsabilità extracontrattuale, proposta contro i membri di un comitato dei creditori a causa del comportamento adottato da questi ultimi in occasione di un voto in merito a un piano di risanamento nell’ambito di una procedura di insolvenza.


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 Judgment of the Court (Second Chamber) 20 December 2017
(C-467/16, Brigitte Schlömp c. Landratsamt Schwäbisch Hall) 


Sentenza della Corte  (seconda sezione) del 20 dicembre 2017
(C-467/16, Brigitte Schlömp c. Landratsamt Schwäbisch Hall)
Ai sensi degli articoli 27 e 30 della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, firmata il 30 ottobre 2007, approvata a nome della Comunità con decisione 2009/430/CE del Consiglio, del 27 novembre 2008, in caso di litispendenza, la data di avvio della procedura obbligatoria di conciliazione dinanzi all’autorità di conciliazione di diritto svizzero rappresenta il momento in cui un «giudice» è considerato adito.

 

 

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Judgment of the Court  (First Chamber) 20 December 2017
(C-372/16, Soha Sahyouni c. Raja Mamisch)


Sentenza della Corte (prima sezione) del 20 dicembre 2017
(C-372/16, Soha Sahyouni c. Raja Mamisch)
L’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1259/2010 relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale comporta che «il divorzio risultante da una dichiarazione unilaterale di uno dei coniugi dinanzi a un tribunale religioso non ricade nella sfera di applicazione ratione materiae di detto regolamento».

 

 

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Judgment of the Court  (Seventh Chamber) 14 December 2017
(C-66/17, Grzegorz Chudaś, Irena Chudaś  c. DA Deutsche Allgemeine Versicherung Aktiengesellschaft)

 

Sentenza della Corte  (settima sezione) del 14 dicembre 2017

(C-66/17, Grzegorz Chudaś, Irena Chudaś  c. DA Deutsche Allgemeine Versicherung Aktiengesellschaft)

Dall’interpretazione dell’articolo 4, punto 1, e l’articolo 7 del regolamento (CE) n. 805/2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, deriva che «una decisione giudiziaria che ha efficacia esecutiva sull’importo delle spese relative ai procedimenti giudiziari, contenuta in una sentenza che non verte su di un credito non contestato, non può essere certificata come titolo esecutivo europeo».





NOVEMBRE 2017

 

Judgment of the Court (First Chamber) 9 November 2017
(C-641/16, Tünkers France, Tünkers Maschinenbau GmbH  c. Expert France)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 9 novembre 2017
(C-641/16, Tünkers France, Tünkers Maschinenbau GmbH  c. Expert France)
Secondo l’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza, non rientra nella competenza del tribunale che ha aperto la procedura di insolvenza un’azione di responsabilità per atti di concorrenza sleale mediante la quale si imputi al cessionario di un ramo di attività acquisito nell’ambito di una procedura di insolvenza di essersi indebitamente presentato come soggetto autorizzato alla distribuzione esclusiva di articoli fabbricati dal debitore.

 

OTTOBRE 2017

 

Judgment of the Court (Second Chamber) 17 October 2017
(C-194/16, Bolagsupplysningen OÜ, Ingrid Ilsjan c. Svensk Handel AB)  


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 17 ottobre 2017
(C-194/16, Bolagsupplysningen OÜ, Ingrid Ilsjan c. Svensk Handel AB)

Secondo l’articolo 7, punto 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, una persona giuridica la quale lamenti che, con la pubblicazione su Internet di dati inesatti che la riguardano e l’omessa rimozione di commenti sul proprio conto, sono stati violati i suoi diritti della personalità, può proporre un ricorso diretto alla rettifica di tali dati, alla rimozione di detti commenti e al risarcimento della totalità del danno subito dinanzi ai giudici dello Stato membro nel quale si trova il centro dei propri interessi. Quando la persona giuridica interessata esercita la maggior parte delle sue attività in uno Stato membro diverso da quello della sua sede statutaria, tale persona può citare l’autore presunto della violazione sulla base del luogo in cui il danno si è concretizzato in quest’altro Stato membro. Contrariamente, essa non potrà proporre un ricorso diretto alla rettifica di tali dati e alla rimozione di detti commenti dinanzi ai giudici di ciascuno Stato membro nel cui territorio siano o siano state accessibili le informazioni pubblicate su Internet.
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Judgment of the Court (Second Chamber) 12 October 2017
(C-218/16, Aleksandra Kubicka)


Sentenza della Corte di giustizia (Seconda sezione) del 12 ottobre 2017
(C-218/16, Aleksandra Kubicka)

L’articolo 1, paragrafo 2, lettere k) ed l), nonché l’articolo 31 del regolamento (UE) n. 650/2012 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo, ostano al diniego di riconoscimento, da parte di un’autorità di uno Stato membro, degli effetti reali del legato «per rivendicazione» - conosciuto dal diritto applicabile alla successione - qualora lo stesso abbia ad oggetto il diritto di proprietà su un immobile situato in detto Stato membro, la cui legislazione non conosce l’istituto del legato ad effetti reali diretti alla data di apertura della successione.
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Judgment of the Court (Second Chamber) 5 October 2017
(C-341/16, Hanssen Beleggingen BV c. Tanja Prast-Knipping)


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 5 ottobre 2017
(C‑341/16, Hanssen Beleggingen BV c. Tanja Prast-Knipping)

La Corte di giustizia precisa che l’articolo 22, punto 4, del regolamento (CE) n. 44/2001 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, non si applica alle controversie volte a determinare se «una persona sia stata legittimamente registrata come titolare di un marchio».

 

 

SETTEMBRE 2017


Judgment of the Court (Second Chamber) 14 September 2017
(C‑168/16 e C‑169/16, Sandra Nogueira, Victor Perez-Ortega, Virginie Mauguit, Maria Sanchez-Odogherty, José Sanchez-Navarro c. Crewlink Ireland Ltd, e Miguel José Moreno Osacar c. Ryanair Designated Activity Company, già Ryanair Ltd)


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 14 settembre 2017
(C‑168/16 e C‑169/16, Sandra Nogueira, Victor Perez-Ortega, Virginie Mauguit, Maria Sanchez-Odogherty, José Sanchez-Navarro c. Crewlink Ireland Ltd, e Miguel José Moreno Osacar c. Ryanair Designated Activity Company, già Ryanair Ltd) 
Secondo la Corte di giustizia, l’articolo 19, punto 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 44/2001 va interpretato nel senso che «nel caso di ricorso presentato da un membro del personale di volo di una compagnia aerea o messo a sua disposizione e al fine di determinare la competenza del giudice adito, la nozione di “luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività”, ai sensi di tale disposizione, non è equiparabile a quella di “base di servizio”, ai sensi dell’allegato III del regolamento (CEE) n. 3922/91 del Consiglio, del 16 dicembre 1991, concernente l’armonizzazione di regole tecniche e di procedure amministrative nel settore dell’aviazione civile, come modificato dal regolamento (CE) n. 1899/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006». Tuttavia, prosegue la Corte «la nozione di “base di servizio” costituisce nondimeno un indizio significativo per determinare il “luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività”».


AGOSTO 2017

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.

 

 


LUGLIO 2017

Sentenza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 26 luglio 2017
(C-670/15, Jan Šalplachta)
Secondo gli articoli 3, 8 e 12 della direttiva 2003/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l’accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato, il patrocinio a spese dello Stato «concesso dallo Stato membro del foro, presso il quale una persona fisica che è domiciliata o dimora abitualmente in un altro Stato membro ha presentato la relativa domanda, include anche le spese anticipate da tale persona per la traduzione dei documenti giustificativi necessari per il trattamento della medesima».
 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 20 luglio 2017
(C-340/16, Landeskrankenanstalten-Betriebsgesellschaft -KABEG c. Mutuelles du Mans assurances - MMA IARD SA)
La Corte di giustizia precisa che secondo l’interpretazione dell’art. 9, paragrafo 1, lettera b) e l’art. 11, par. 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 «un datore di lavoro, stabilito in un primo Stato membro, che abbia continuato a corrispondere la retribuzione al proprio dipendente, assente in conseguenza di un incidente stradale, e che sia surrogato nei diritti di quest’ultimo nei confronti della società che assicura la responsabilità civile del veicolo implicato in detto incidente, avente sede in un secondo Stato membro, può, in qualità di “persona lesa” ai sensi di quest’ultima disposizione, citare in giudizio tale società di assicurazioni dinanzi ai giudici del primo Stato membro, sempre che un’azione diretta sia possibile».

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 13 luglio 2017
(C-433/16, Bayerische Motoren Werke AG c. Acacia Srl)
L’articolo 24 del regolamento (CE) n. 44/2001 va interpretato nel senso che «un’eccezione fondata sull’incompetenza del giudice adito, sollevata nel primo atto difensivo in via subordinata rispetto ad altre eccezioni di rito sollevate nel medesimo atto, non può essere considerata un’accettazione della competenza del giudice adito e non conduce quindi a una proroga di competenza». Nella medesima pronuncia la Corte di giustizia stabilisce che «l’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 non è applicabile alle azioni di accertamento dell’insussistenza di una contraffazione di cui all’articolo 81, lettera b), del regolamento n. 6/2002» e «a domande di constatazione di abuso di posizione dominante e di concorrenza sleale connesse a tale azione».


Sentenza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 13 luglio 2017
(C-368/16, Assens Havn c. Navigators Management (UK) Limited)
Dal combinato disposto degli articoli 13, punto 5 e 14, punto 2, lett. a) del  regolamento (CE) n. 44/2001 discende che «una persona lesa non è vincolata da una clausola attributiva di competenza conclusa tra l’assicuratore e l’autore, in un’azione diretta contro l’assicuratore dell’autore del danno da essa subito».

 

 


GIUGNO 2017

 

Sentenza della Corte di giustizia (settima sezione) del 28 giugno 2017
(C-436/16, Georgios Leventis, Nikolaos Vafeias c. Malcon Navigation Co. ltd., Brave Bulk Transport ltd)
Secondo l’articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 «una clausola attributiva di competenza inserita in un contratto concluso tra due società non può essere invocata dai rappresentanti di una di esse per contestare la competenza di un giudice a conoscere di un’azione risarcitoria diretta ad far valere la loro responsabilità solidale per presunti atti illeciti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni.

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 15 giugno 2017
(C‑249/16, Saale Kareda c. Stefan Benkö)
Secondo l’interpretazione dell’articolo 7, punto 1, lettera b), del regolamento n. 1215/2012  «un contratto di mutuo concluso tra un istituto di credito e due condebitori in solido, va qualificato come “contratto di prestazione di servizi”». In tal senso,  il «luogo, situato in uno Stato membro, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto», ai sensi di tale disposizione, è, salvo accordo contrario, quello della sede di tale istituto di credito, e ciò anche ove si tratti di determinare la competenza territoriale del giudice chiamato a conoscere dell’azione di regresso tra i condebitori.

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 14 giugno 2017
(C-75/16, Livio Menini, Maria Antonia Rampanelli c. Banco Popolare Società Cooperativa)

La Corte precisa che «la direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, non osta a una normativa nazionale che prevede il ricorso a una procedura di mediazione, nelle controversie indicate all’articolo 2, paragrafo 1, di tale direttiva, come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, purché un requisito siffatto non impedisca alle parti di esercitare il loro diritto di accesso al sistema giudiziario». Contrariamente, la suddetta direttiva «osta a una normativa nazionale, la quale prevede che, nell’ambito di una mediazione siffatta, i consumatori debbano essere assistiti da un avvocato e possano ritirarsi da una procedura di mediazione solo se dimostrano l’esistenza di un giustificato motivo a sostegno di tale decisione».

Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) dell’8 giugno 2017
(C-54/16, Vinyls Italia SpA, in fallimento, c. Mediterranea di Navigazione SpA)

Secondo l’articolo 13 del regolamento (CE) n. 1346/2000, relativo alle procedure di insolvenza, «la forma e il termine nei quali colui che ha beneficiato di un atto pregiudizievole per la massa dei creditori ha l’onere di sollevare un’eccezione, al fine di opporsi a un’azione diretta alla revoca di tale atto rientra nel diritto processuale dello Stato membro nel cui territorio la controversia è pendente». Tale diritto non deve, tuttavia, essere meno favorevole rispetto a quello che disciplina situazioni analoghe assoggettate al diritto interno (principio di equivalenza) né rendere in pratica impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti dal diritto dell’Unione (principio di effettività), circostanze che spetta al giudice del rinvio verificare. Inoltre, il medesimo articolo «può essere validamente invocato qualora le parti di un contratto, che abbiano sede in uno stesso Stato membro, nel cui territorio sono ubicati anche tutti gli altri elementi pertinenti alla situazione di cui trattasi, abbiano designato come applicabile a tale contratto la legge di un altro Stato membro, a condizione che dette parti non abbiano scelto tale legge fraudolentemente o abusivamente, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare».

Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) dell’8 giugno 2017
(C‑111/17 PPU, OL c. PQ)
La Corte si pronuncia nuovamente sull’interpretazione dell’articolo 11, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2201/2003 affermando che «nel caso in cui un minore è nato ed ha soggiornato ininterrottamente con sua madre per diversi mesi, conformemente alla volontà comune dei suoi genitori, in uno Stato membro diverso da quello in cui questi ultimi avevano la loro residenza abituale prima della sua nascita,[…]  il diniego della madre di far ritorno in questo stesso Stato membro in compagnia del minore non può essere considerato come un «illecito trasferimento o mancato ritorno» del minore, ai sensi di detto articolo 11, paragrafo 1».

Sentenza della Corte di giustizia (nona sezione) del 1° giugno 2017
(C-330/16, Piotr Zarski c. Andrzej Stadnicki)
Secondo l’articolo 12, paragrafo 4, della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali  «i ritardi di pagamento nell’esecuzione di un contratto concluso prima del 16 marzo 2013 sono esclusi all’ambito di applicazione della suddetta direttiva, anche qualora tali ritardi avvengano successivamente a tale data».




Si segnala inoltre… 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/1105 della Commissione del 12 giugno 2017 che stabilisce i moduli di cui al regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle procedure di insolvenza

 



FEBBRAIO 2017



Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 15 febbraio 2017
(C-499/15, W., V. c. X.)

L’articolo 8 del regolamento (CE) n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale e l’articolo 3 del regolamento (CE) n. 4/2009 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, devono essere interpretati nel senso che: «i giudici dello Stato membro che hanno adottato una decisione passata in giudicato in materia di responsabilità genitoriale e di obbligazioni alimentari riguardanti un figlio minore non sono più competenti a pronunciarsi su una domanda di modifica dei provvedimenti adottati con tale decisione, qualora la residenza abituale del minore si trovi nel territorio di un altro Stato membro». In tal caso, la competenza a pronunciarsi spetta ai giudici di quest’ultimo Stato membro.

 



DICEMBRE 2016

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 21 dicembre 2016
(C‑618/15, Concurrence SARL c. Samsung Electronics France SAS, Amazon Services Europe Sàrl)
Al fine di attribuire la competenza giurisdizionale - conferita ai sensi dell’art. 5, punto 3 del regolamento (CE) n. 44/2001 - a conoscere di un’azione risarcitoria promossa per violazione del divieto di vendita al di fuori di una rete di distribuzione selettiva, su siti Internet operanti in diversi Stati membri, si deve considerare come luogo in cui il danno si è prodotto il territorio dello Stato membro che protegge detto divieto di vendita mediante l’azione, territorio nel quale l’attore asserisce di aver sofferto una riduzione delle proprie vendite. 


Si segnala inoltre…


Decisione (UE) 2016/2313 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza taluni Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione della Repubblica di Corea alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori
, in GU L 345 del 20.12.2016.


Decisione (UE) 2016/2312 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza la Repubblica d'Austria e la Romania, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione del Perù alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori
, in GU L 345 del 20.12.2016.

 

Decisione (UE) 2016/2311 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza taluni Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione del Kazakhstan alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, in GU L 345 del 20.12.2016. 




NOVEMBRE 2016

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) 16 novembre 2016
(C‑417/15, Wolfgang Schmidt c. Christiane Schmidt)
La Corte di Giustizia stabilisce che «l’azione di annullamento di un atto di donazione di un immobile per incapacità di agire del donante non rientra nella competenza esclusiva del giudice dello Stato membro in cui l’immobile è situato, prevista all’articolo 24, punto 1, del regolamento n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, bensì nella competenza speciale di cui all’articolo 7, punto 1, lettera a), dello stesso.

 


Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) 9 novembre 2016
(C-212/15, ENEFI Energiahatekonysagi Nyrt c. Direcția Generală Regională a Finanțelor Publice Brașov (DGRFP)
Rientrano nell’ambito d’applicazione dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza, le disposizioni del diritto interno dello Stato membro sul territorio del quale una procedura di insolvenza è aperta, che prevedono, nei confronti del creditore che non abbia partecipato alla procedura suddetta, la decadenza dal diritto di far valere il proprio credito o la sospensione dell’esecuzione forzata di tale credito in un altro Stato membro.

 



OTTOBRE 2016

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 27 ottobre 2016
(C‑428/15, Child and Family Agency c. J.D.)
L’articolo 15 del regolamento (CE) n. 2201/2003 si applica «in presenza di un ricorso in materia di tutela dei minori presentato dalla competente autorità di uno Stato membro e avente ad oggetto l’adozione di misure relative alla responsabilità genitoriale qualora la dichiarazione di competenza di un organo giurisdizionale di un altro Stato membro necessiti dell’avvio, da parte di un’autorità di tale altro Stato membro, ai sensi del suo diritto interno e alla luce di circostanze di fatto eventualmente diverse, di un procedimento distinto da quello avviato nel primo Stato membro». Inoltre, per poter stabilire che «un’autorità giurisdizionale di un altro Stato membro con il quale il minore ha un legame particolare è più adatta, il giudice competente deve accertarsi che il trasferimento del caso sia idoneo ad apportare un valore aggiunto reale e concreto al trattamento dello stesso ed accertarsi che il medesimo non rischi di ripercuotersi negativamente sulla situazione del minore. Non rileva, in sede di attuazione di tale disposizione, né l’incidenza del trasferimento del caso sul diritto di libera circolazione delle persone interessate diverse dal minore, né il motivo per il quale la madre di tale minore si è avvalsa di tale diritto, prima che detto giudice fosse adito, salvo che tali considerazioni siano suscettibili di ripercuotersi in modo negativo sulla situazione del minore. 

 

 


SETTEMBRE 2016

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali. 




AGOSTO 2016

 

Decisione (UE) 2016/1366 della Commissione del 10 agosto 2016 che conferma la partecipazione dell'Estonia alla cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale, in GUUE  L 216/23 dell’ 11 agosto 2016
Osservando che «né la decisione 2010/405/UE né il regolamento (UE) n. 1259/2010 impongono condizioni particolari di partecipazione alla cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale», la Commissione ha confermato la partecipazione dell'Estonia nella consapevolezza che essa potrà solo «rafforzarne i benefici».  

 

 

LUGLIO 2016

Sentenza della Corte di Giustizia (terza sezione) del 28 luglio 2016
(C-191/15, Verein für Konsumenteninformation c. Amazon EU Sàrl)   
L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretato nel senso che «una clausola rientrante nelle condizioni generali di vendita di un professionista secondo la quale la legge dello Stato membro in cui ha sede tale professionista disciplina il contratto stipulato mediante commercio elettronico con un consumatore, è abusiva quando induce in errore lo stesso dandogli l’impressione che al contratto si applichi soltanto la legge di detto Stato membro, senza informarlo del fatto che egli dispone ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 2, del regolamento n. 593/2008, della tutela assicuratagli dalle disposizioni imperative della legge che sarebbe applicabile in assenza di siffatta clausola».

 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 28 luglio 2016
(C-102/15,
Gazdasági Versenyhivatal c. Siemens Aktiengesellschaft Österreich)
Non rientra nella «materia civile e commerciale» ai sensi dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 44/2001 un’azione di ripetizione dell’indebito fondata sull’arricchimento senza causa che ha origine nel rimborso di un’ammenda inflitta nell’ambito di un procedimento in materia di diritto della concorrenza.

 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 14 luglio 2016
(C‑230/15, Brite Strike Technologies Inc. c. Brite Strike Technologies SA)
La Corte di Lussemburgo precisa che «l’articolo 71 del regolamento (CE) n. 44/2001 non osta all’applicazione della norma di competenza giurisdizionale per le controversie relative ai marchi, disegni e modelli del Benelux prevista all’articolo 4.6 della Convenzione del Benelux sulla proprietà intellettuale (marchi e disegni o modelli), del 25 febbraio 2005». In particolare, i principi di certezza del diritto e di buona amministrazione della giustizia evocati dalle disposizioni del regolamento n. 44/2001 si considerano rispettati in quanto i criteri di competenza previsti si articolano sulla base del principio del foro del domicilio del convenuto ed è completato da fori alternativi che presentano un collegamento stretto con l’oggetto della controversia. 
 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 14 luglio 2016
(C‑196/15, Granarolo SpA c. Ambrosi Emmi France SA)
Secondo la Corte di giustizia il concetto di «relazioni commerciali stabilite da tempo» ex art. 5, punto 1, lett. b) del regolamento n. 44/2001 devono essere qualificate come «contratti di “compravendita di beni” se l’obbligazione caratteristica del contratto consiste nella consegna di un bene, oppure come contratto di “prestazione di servizi” se tale obbligazione consiste nella fornitura di servizi, circostanze che spetta al giudice del rinvio verificare». Inoltre, secondo il dettato del successivo punto 3 dello stesso articolo, «un’azione di risarcimento fondata su una brusca interruzione di relazioni commerciali stabilite da tempo non rientra nella materia degli illeciti civili dolosi o colposi qualora tra le parti esistesse una relazione contrattuale tacita». Quest’ultima dovrà essere verificata dal giudice di rinvio «sulla base di un insieme di elementi concordanti, tra i quali figurano, in particolare, l’esistenza di relazioni commerciali stabilite da tempo, la buona fede tra le parti, la regolarità delle transazioni e la loro evoluzione nel tempo espressa in quantità e in valore, gli eventuali accordi sui prezzi fatturati e/o sugli sconti accordati, nonché la corrispondenza intercorsa».
 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 7 luglio 2016
(C‑222/15, Hőszig Kft. c. Alstom Power Thermal Services)
Secondo le disposizioni contenute nell’articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 una clausola attributiva di giurisdizione stipulata nell’ambito delle condizioni generali di contratto del committente (menzionate negli atti contenenti i contratti inter partes e trasmesse all’atto della loro conclusione) e che designi quali giudici competenti quelli di una città di uno Stato membro, soddisfa i requisiti del consenso tra le parti e della precisione del contenuto.


Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 7 luglio 2016
(C-70/15, Emmanuel Lebek c. Janusz Domino)
La nozione di impugnazione, di cui all’articolo 34, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 va interpretata nel senso che «essa include anche la richiesta di rimuovere la preclusione, quando il termine per presentare un ricorso ordinario sia scaduto». L’articolo 19, paragrafo 4, ultimo comma, del regolamento (CE) n. 1393/2007 relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale «esclude l’applicazione delle disposizioni di diritto nazionale relative al regime delle richieste di rimozione della preclusione, nel caso in cui il termine di ammissibilità per la presentazione di tali domande, quale specificato nella comunicazione di uno Stato membro a cui la citata disposizione si riferisce, sia scaduto».


 

GIUGNO 2016

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 16 giugno 2016
(C-12/15, Universal Music International Holding BV c. Michael Tétreault Schilling, Irwin Schwartz, Josef Brož)
Alla luce delle disposizioni contenute nell’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001, la Corte di giustizia afferma che in caso di danno consistente esclusivamente in una perdita economica realizzatasi direttamente sul conto bancario dell’attore e direttamente derivante da un atto illecito commesso in un altro Stato membro, il «luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto» non può considerarsi il luogo situato in uno Stato membro nel quale è sorto il danno. Inoltre, nel verificare la competenza giurisdizionale, il giudice adito deve «valutare tutti gli elementi a sua disposizione, comprese, eventualmente, le contestazioni sollevate dal convenuto».


Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 16 giugno 2016
(C-511/14, Pebros Servizi Srl c. Aston Martin Lagonda Ltd)
La Corte di Lussemburgo precisa che, in caso di sentenza contumaciale, un credito può considerarsi «non contestato» ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, secondo comma, lettera b), del regolamento (CE) n. 805/2004 autonomamente sulla base delle disposizioni di tale regolamento.

 MARZO 2016  

Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) del 17 marzo 2016
(C‑175/15, Taser International Inc. c. SC Gate 4 Business SRL, Cristian Mircea Anastasiu)
L’articolo 24 del regolamento n. 44/2001 osta, nell’ambito di una controversia tra le parti di un contratto contenente una clausola attributiva di competenza in favore dei giudici di uno Stato terzo, a che «il giudice dello Stato membro nel cui territorio il convenuto ha la propria sede sociale, il quale è stato adito, dichiari la propria incompetenza d’ufficio, anche se tale convenuto non ne contesta la competenza».
 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 10 marzo 2016
(C‑94/14, Flight Refund Ltd c. Deutsche Lufthansa AG)
Il regolamento (CE) n. 44/2001 prevede che le questioni relative alla competenza internazionale dei giudici dello Stato membro d’origine dell’ingiunzione di pagamento europea siano decise garantendo «l’effetto utile delle disposizioni di tale regolamento e i diritti della difesa, indipendentemente dal fatto che il giudice che si pronuncia su tale questione sia il giudice del rinvio o un giudice da quest’ultimo designato in quanto giudice competente territorialmente e ratione materiae a conoscere di un credito quale quello di cui trattasi nel procedimento principale, ai sensi del procedimento civile ordinario».
 

Decisione (UE) 2016/414 del Consiglio del 10 marzo 2016 che autorizza la Repubblica d'Austria a firmare e ratificare e Malta ad aderire, nell'interesse dell'Unione europea, alla Convenzione dell'Aia, del 15 novembre 1965, relativa alla notificazione e alla comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale
Il Consiglio autorizza la Repubblica d'Austria a firmare e ratificare, e Malta ad aderire alla Convenzione dell’Aia del 1965 nell'interesse dell'Unione. Gli Stati membri mantengono le rispettive competenze nei settori della Convenzione che non incidono sulle norme dell'Unione o non ne modificano la portata, conformemente all’articolo 3, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

 

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali delle coppie internazionali, con riferimento ai regimi patrimoniali tra coniugi e agli effetti patrimoniali delle unioni registrate, del 2 marzo 2016, COM(2016) 108 final, 2016/0061(NLE)
A fronte delle richieste ricevute da parte di diciassette Stati membri (Svezia, Belgio, Grecia, Croazia, Slovenia, Spagna, Francia, Portogallo, Italia, Malta, Lussemburgo, Germania, Repubblica ceca, Paesi Bassi, Austria, Bulgaria e Finlandia) che hanno manifestato l'intenzione di instaurare tra loro una cooperazione rafforzata nel settore della competenza giurisdizionale, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi e di effetti patrimoniali delle unioni registrate, la Commissione ha presentato una proposta di decisione.


Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia di gli effetti patrimoniali delle unioni registrate, del 2 marzo 2016, COM(2016) 107 final, 2016/0060(CNS)
La proposta di regolamento mira a disciplinare le questioni connesse agli effetti patrimoniali delle unioni registrate, il cui contenuto specifico continua ad essere definito dal diritto interno degli Stati membri. Nulla nella presente proposta di regolamento impone ad uno Stato membro la cui legge non contempla l’istituto dell'unione registrata di prevederlo nel diritto nazionale.
 

Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi, del 2 marzo 2016, COM(2016) 106 final, 2016/0059(CNS)
In considerazione delle diverse conseguenze giuridiche del matrimonio e dell’unione registrata, la Commissione presenta una diversa proposta di regolamento relativa alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi.

 
Si segnala inoltre…


La Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo sulle attività della rete giudiziaria in materia civile e commerciale, del 10 marzo 2016, COM(2016) 129 final
Nella valutazione in merito al funzionamento della rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale (istituita con la decisione 2001/470/CE del Consiglio, del 28 maggio 2001, poi modificata con la decisione 568/2009/CE), la Commissione rileva possibili miglioramenti operativi nell’ambito del quadro giuridico esistente. In particolare, sono stati individuati sette punti chiave  tra i quali «gli interventi diretti a garantire una maggiore integrazione dei giudici e di altre autorità giudiziarie, nonché dei professionisti forensi, in tutte le attività della rete; l’ampliamento delle sinergie con altre reti europee che perseguono finalità analoghe e l'individuazione e la raccolta di dati statistici fondamentali sulla base dei meccanismi nazionali di raccolta dei dati».

 


                
FEBBRAIO 2016


Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali. 

 


 
GENNAIO 2016


Sentenza della Corte di giustizia (quarta sezione) del 21 gennaio 2016
(C-521/14, SOVAG –Schwarzmeer und Ostsee Versicherungs-Aktiengesellschaft c. If Vahinkovakuutusyhtiö Oy)

L’ambito di applicazione dell’articolo 6, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, si estende ad un’azione proposta da un terzo nei confronti del convenuto contro cui è esercitata l’azione principale e avente ad oggetto una domanda strettamente collegata a detta azione, a condizione che essa non abbia il solo scopo di distogliere detto convenuto dal suo giudice naturale.