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La cooperazione giudiziaria nelle materie civili con implicazioni transnazionali

cooperazione civile

La cooperazione giudiziaria nelle materie civili con implicazioni transnazionali

Sezione curata da Angela Martone

 

Il titolo V del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea dedica il capo 3, composto unicamente dall’art. 81, alla cooperazione giudiziaria in materia civile relativa a situazioni che presentino implicazioni transnazionali. Gli obiettivi principali di tale cooperazione sono quelli di garantire la certezza del diritto e un accesso agevole ed effettivo alla giustizia, il che implica una facile individuazione della giurisdizione competente, un'indicazione chiara del diritto applicabile e procedure di riconoscimento e di esecuzione rapide ed efficaci.
In tal senso, la cooperazione giudiziaria in materia civile mira a realizzare una stretta collaborazione tra le autorità degli Stati membri, al fine di eliminare ogni ostacolo derivante dalle difformità fra i diversi sistemi giudiziari ed amministrativi il che comporta la "progressiva riduzione, fino alla definitiva abolizione, delle procedure intermedie per il riconoscimento e per l'esecuzione delle decisioni tra gli Stati membri" e l' “adozione di misure intese a ravvicinare le disposizioni legislative e regolamentari degli stessi".
L'Unione europea ha pertanto il potere di adottare misure volte a garantire: a) il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri delle decisioni giudiziarie ed extragiudiziarie; b) la notificazione e la comunicazione transnazionale degli atti; c) la compatibilità delle regole applicabili negli Stati membri ai conflitti di legge e di giurisdizione; d) la cooperazione nell'assunzione dei mezzi di prova; e) un accesso effettivo alla giustizia; f) l'eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento dei procedimenti civili; g) lo sviluppo di metodi alternativi alla risoluzione delle controversie; h) un sostegno alla formazione dei magistrati e degli operatori giudiziari (art. 81 TFUE, par. 2).
Sebbene la realizzazione, ad opera dell’Unione europea, di una cooperazione giudiziaria in materia civile riveli la sua stretta connessione con la creazione del più ampio  spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia ed in particolare con il profilo della giustizia, non meno rilevante è il condizionamento che essa opera nella creazione di un effettivo spazio di libertà nel quale le persone (nei loro rapporti di vita personale, familiare e lavorativa) possano circolare liberamente senza dover rinunciare alla tutela dei loro diritti. 
 Nella presente sezione è monitorata l'attività delle Istituzioni europee (in particolare, emanazione di atti di diritto derivato, adozione di atti preparatori, pronunce della Corte di giustizia dell'Unione europea) sugli aspetti sopra descritti, a partire da gennaio 2013.
Per l'invio di contributi: slsg@unisa.it

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Judicial cooperation in civil matters relating to situations with cross-border implications

Section by Angela Martone

 
Title V of the Treaty on the Functioning of the European Union devotes its Chapter 3, solely composed by Article 81, to judicial cooperation in civil matters relating to situations with cross-border implications. The main objectives of such cooperation are to ensure legal certainty and easy and effective access to justice, which implies an easy identification of the competent jurisdiction, a clear indication of the applicable law and rapid and effective recognition and enforcement procedures.
In this respect, judicial cooperation in civil matters aims to achieve close cooperation among the authorities of the Member States in order to remove any obstacles arising from differences between the various judicial and administrative systems, which implies the "progressive reduction, until final abolition, of intermediate procedures for the recognition and enforcement of judgments between Member States" and the "adoption of measures to approximate their laws and regulations".
The European Union therefore has the power to adopt measures to ensure: (a) the mutual recognition and enforcement between Member States of judgments and of decisions in extrajudicial cases; (b) the cross-border service of documents; (c) the compatibility of the rules applicable in the Member States concerning conflicts of law and of jurisdiction; (d) cooperation in the taking of evidence; (e) effective access to justice; (f) the elimination of obstacles to the proper functioning of civil proceedings; (g) the development of alternative methods of dispute settlement; (h) support for the training of the judiciary and judicial staff (Art. 81 para. 2 TFEU).
Although the establishment by the European Union of judicial cooperation in civil matters reveals its close connection with the creation of the wider European area of freedom, security and justice and in particular with the profile of justice, it is important to appreciate its own critical role in the creation of a genuine area of freedom in which people (in their personal, family and working life) can move freely without having to renounce the protection of their rights.
This section monitors the activities of the European institutions (in particular, secondary legislation, preparatory acts, the judgments of the Court of Justice of the European Union) on the above aspects, starting from January 2013.

To send contributions, write to: slsg@unisa.it

 

 

              


AGOSTO 2017

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.

 

 


LUGLIO 2017

Sentenza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 26 luglio 2017
(C-670/15, Jan Šalplachta)
Secondo gli articoli 3, 8 e 12 della direttiva 2003/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l’accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato, il patrocinio a spese dello Stato «concesso dallo Stato membro del foro, presso il quale una persona fisica che è domiciliata o dimora abitualmente in un altro Stato membro ha presentato la relativa domanda, include anche le spese anticipate da tale persona per la traduzione dei documenti giustificativi necessari per il trattamento della medesima».
 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 20 luglio 2017
(C-340/16, Landeskrankenanstalten-Betriebsgesellschaft -KABEG c. Mutuelles du Mans assurances - MMA IARD SA)
La Corte di giustizia precisa che secondo l’interpretazione dell’art. 9, paragrafo 1, lettera b) e l’art. 11, par. 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 «un datore di lavoro, stabilito in un primo Stato membro, che abbia continuato a corrispondere la retribuzione al proprio dipendente, assente in conseguenza di un incidente stradale, e che sia surrogato nei diritti di quest’ultimo nei confronti della società che assicura la responsabilità civile del veicolo implicato in detto incidente, avente sede in un secondo Stato membro, può, in qualità di “persona lesa” ai sensi di quest’ultima disposizione, citare in giudizio tale società di assicurazioni dinanzi ai giudici del primo Stato membro, sempre che un’azione diretta sia possibile».

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 13 luglio 2017
(C-433/16, Bayerische Motoren Werke AG c. Acacia Srl)
L’articolo 24 del regolamento (CE) n. 44/2001 va interpretato nel senso che «un’eccezione fondata sull’incompetenza del giudice adito, sollevata nel primo atto difensivo in via subordinata rispetto ad altre eccezioni di rito sollevate nel medesimo atto, non può essere considerata un’accettazione della competenza del giudice adito e non conduce quindi a una proroga di competenza». Nella medesima pronuncia la Corte di giustizia stabilisce che «l’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 non è applicabile alle azioni di accertamento dell’insussistenza di una contraffazione di cui all’articolo 81, lettera b), del regolamento n. 6/2002» e «a domande di constatazione di abuso di posizione dominante e di concorrenza sleale connesse a tale azione».


Sentenza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 13 luglio 2017
(C-368/16, Assens Havn c. Navigators Management (UK) Limited)
Dal combinato disposto degli articoli 13, punto 5 e 14, punto 2, lett. a) del  regolamento (CE) n. 44/2001 discende che «una persona lesa non è vincolata da una clausola attributiva di competenza conclusa tra l’assicuratore e l’autore, in un’azione diretta contro l’assicuratore dell’autore del danno da essa subito».

 

 


GIUGNO 2017

 

Sentenza della Corte di giustizia (settima sezione) del 28 giugno 2017
(C-436/16, Georgios Leventis, Nikolaos Vafeias c. Malcon Navigation Co. ltd., Brave Bulk Transport ltd)
Secondo l’articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 «una clausola attributiva di competenza inserita in un contratto concluso tra due società non può essere invocata dai rappresentanti di una di esse per contestare la competenza di un giudice a conoscere di un’azione risarcitoria diretta ad far valere la loro responsabilità solidale per presunti atti illeciti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni».

 

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 15 giugno 2017
(C‑249/16, Saale Kareda c. Stefan Benkö)
Secondo l’interpretazione dell’articolo 7, punto 1, lettera b), del regolamento n. 1215/2012  «un contratto di mutuo concluso tra un istituto di credito e due condebitori in solido, va qualificato come “contratto di prestazione di servizi”». In tal senso,  il «luogo, situato in uno Stato membro, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto», ai sensi di tale disposizione, è, salvo accordo contrario, quello della sede di tale istituto di credito, e ciò anche ove si tratti di determinare la competenza territoriale del giudice chiamato a conoscere dell’azione di regresso tra i condebitori.

 

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 14 giugno 2017

(C-75/16, Livio Menini, Maria Antonia Rampanelli c. Banco Popolare Società Cooperativa)

La Corte precisa che «la direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, non osta a una normativa nazionale che prevede il ricorso a una procedura di mediazione, nelle controversie indicate all’articolo 2, paragrafo 1, di tale direttiva, come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, purché un requisito siffatto non impedisca alle parti di esercitare il loro diritto di accesso al sistema giudiziario». Contrariamente, la suddetta direttiva «osta a una normativa nazionale, la quale prevede che, nell’ambito di una mediazione siffatta, i consumatori debbano essere assistiti da un avvocato e possano ritirarsi da una procedura di mediazione solo se dimostrano l’esistenza di un giustificato motivo a sostegno di tale decisione».

 

Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) dell’8 giugno 2017
(C‑111/17 PPU, OL c. PQ)
La Corte si pronuncia nuovamente sull’interpretazione dell’articolo 11, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2201/2003 affermando che «nel caso in cui un minore è nato ed ha soggiornato ininterrottamente con sua madre per diversi mesi, conformemente alla volontà comune dei suoi genitori, in uno Stato membro diverso da quello in cui questi ultimi avevano la loro residenza abituale prima della sua nascita,[…]  il diniego della madre di far ritorno in questo stesso Stato membro in compagnia del minore non può essere considerato come un «illecito trasferimento o mancato ritorno» del minore, ai sensi di detto articolo 11, paragrafo 1».

 

 

Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) dell’8 giugno 2017
(C-54/16, Vinyls Italia SpA, in fallimento, c. Mediterranea di Navigazione SpA)
Secondo l’articolo 13 del regolamento (CE) n. 1346/2000, relativo alle procedure di insolvenza, «la forma e il termine nei quali colui che ha beneficiato di un atto pregiudizievole per la massa dei creditori ha l’onere di sollevare un’eccezione, al fine di opporsi a un’azione diretta alla revoca di tale atto rientra nel diritto processuale dello Stato membro nel cui territorio la controversia è pendente». Tale diritto non deve, tuttavia, essere meno favorevole rispetto a quello che disciplina situazioni analoghe assoggettate al diritto interno (principio di equivalenza) né rendere in pratica impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti dal diritto dell’Unione (principio di effettività), circostanze che spetta al giudice del rinvio verificare. Inoltre, il medesimo articolo «può essere validamente invocato qualora le parti di un contratto, che abbiano sede in uno stesso Stato membro, nel cui territorio sono ubicati anche tutti gli altri elementi pertinenti alla situazione di cui trattasi, abbiano designato come applicabile a tale contratto la legge di un altro Stato membro, a condizione che dette parti non abbiano scelto tale legge fraudolentemente o abusivamente, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare».

 

Sentenza della Corte di giustizia (nona sezione) del 1° giugno 2017
(C-330/16, Piotr Zarski c. Andrzej Stadnicki)
Secondo l’articolo 12, paragrafo 4, della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali  «i ritardi di pagamento nell’esecuzione di un contratto concluso prima del 16 marzo 2013 sono esclusi all’ambito di applicazione della suddetta direttiva, anche qualora tali ritardi avvengano successivamente a tale data».

Si segnala inoltre …

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/1105 della Commissione del 12 giugno 2017 che stabilisce i moduli di cui al regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle procedure di insolvenza

 

MAGGIO 2017

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 4 maggio 2017
(C‑29/16, HanseYachts AG c. Port d’Hiver Yachting SARL, Société Maritime Côte d’Azur, Compagnie Generali IARD SA)
La Corte di giustizia precisa che secondo gli articoli 27, paragrafo 1, e 30, punto 1, del regolamento (CE) n. 44/2001, in caso di litispendenza «la data di avvio di un procedimento volto a ottenere una misura istruttoria prima del processo non può costituire la data in cui “è considerato adito” il giudice chiamato a statuire su una domanda nel merito, presentata nello stesso Stato membro».

 



APRILE 2017

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.



FEBBRAIO 2017



Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 15 febbraio 2017
(C-499/15, W., V. c. X.)

L’articolo 8 del regolamento (CE) n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale e l’articolo 3 del regolamento (CE) n. 4/2009 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, devono essere interpretati nel senso che: «i giudici dello Stato membro che hanno adottato una decisione passata in giudicato in materia di responsabilità genitoriale e di obbligazioni alimentari riguardanti un figlio minore non sono più competenti a pronunciarsi su una domanda di modifica dei provvedimenti adottati con tale decisione, qualora la residenza abituale del minore si trovi nel territorio di un altro Stato membro». In tal caso, la competenza a pronunciarsi spetta ai giudici di quest’ultimo Stato membro.

 



 GENNAIO 2017



Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali. 

 




DICEMBRE 2016

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 21 dicembre 2016
(C‑618/15, Concurrence SARL c. Samsung Electronics France SAS, Amazon Services Europe Sàrl)
Al fine di attribuire la competenza giurisdizionale - conferita ai sensi dell’art. 5, punto 3 del regolamento (CE) n. 44/2001 - a conoscere di un’azione risarcitoria promossa per violazione del divieto di vendita al di fuori di una rete di distribuzione selettiva, su siti Internet operanti in diversi Stati membri, si deve considerare come luogo in cui il danno si è prodotto il territorio dello Stato membro che protegge detto divieto di vendita mediante l’azione, territorio nel quale l’attore asserisce di aver sofferto una riduzione delle proprie vendite. 


Si segnala inoltre:


Decisione (UE) 2016/2313 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza taluni Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione della Repubblica di Corea alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori
, in GU L 345 del 20.12.2016.


Decisione (UE) 2016/2312 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza la Repubblica d'Austria e la Romania, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione del Perù alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori
, in GU L 345 del 20.12.2016.

 

Decisione (UE) 2016/2311 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza taluni Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione del Kazakhstan alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, in GU L 345 del 20.12.2016. 




NOVEMBRE 2016

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) 16 novembre 2016
(C‑417/15, Wolfgang Schmidt c. Christiane Schmidt)
La Corte di Giustizia stabilisce che «l’azione di annullamento di un atto di donazione di un immobile per incapacità di agire del donante non rientra nella competenza esclusiva del giudice dello Stato membro in cui l’immobile è situato, prevista all’articolo 24, punto 1, del regolamento n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, bensì nella competenza speciale di cui all’articolo 7, punto 1, lettera a), dello stesso.

 


Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) 9 novembre 2016
(C-212/15, ENEFI Energiahatekonysagi Nyrt c. Direcția Generală Regională a Finanțelor Publice Brașov (DGRFP)
Rientrano nell’ambito d’applicazione dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza, le disposizioni del diritto interno dello Stato membro sul territorio del quale una procedura di insolvenza è aperta, che prevedono, nei confronti del creditore che non abbia partecipato alla procedura suddetta, la decadenza dal diritto di far valere il proprio credito o la sospensione dell’esecuzione forzata di tale credito in un altro Stato membro.

 



OTTOBRE 2016

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 27 ottobre 2016
(C‑428/15, Child and Family Agency c. J.D.)
L’articolo 15 del regolamento (CE) n. 2201/2003 si applica «in presenza di un ricorso in materia di tutela dei minori presentato dalla competente autorità di uno Stato membro e avente ad oggetto l’adozione di misure relative alla responsabilità genitoriale qualora la dichiarazione di competenza di un organo giurisdizionale di un altro Stato membro necessiti dell’avvio, da parte di un’autorità di tale altro Stato membro, ai sensi del suo diritto interno e alla luce di circostanze di fatto eventualmente diverse, di un procedimento distinto da quello avviato nel primo Stato membro». Inoltre, per poter stabilire che «un’autorità giurisdizionale di un altro Stato membro con il quale il minore ha un legame particolare è più adatta, il giudice competente deve accertarsi che il trasferimento del caso sia idoneo ad apportare un valore aggiunto reale e concreto al trattamento dello stesso ed accertarsi che il medesimo non rischi di ripercuotersi negativamente sulla situazione del minore. Non rileva, in sede di attuazione di tale disposizione, né l’incidenza del trasferimento del caso sul diritto di libera circolazione delle persone interessate diverse dal minore, né il motivo per il quale la madre di tale minore si è avvalsa di tale diritto, prima che detto giudice fosse adito, salvo che tali considerazioni siano suscettibili di ripercuotersi in modo negativo sulla situazione del minore. 

 

 


SETTEMBRE 2016

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali. 




AGOSTO 2016

 

Decisione (UE) 2016/1366 della Commissione del 10 agosto 2016 che conferma la partecipazione dell'Estonia alla cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale, in GUUE  L 216/23 dell’ 11 agosto 2016
Osservando che «né la decisione 2010/405/UE né il regolamento (UE) n. 1259/2010 impongono condizioni particolari di partecipazione alla cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale», la Commissione ha confermato la partecipazione dell'Estonia nella consapevolezza che essa potrà solo «rafforzarne i benefici».  

 

 

LUGLIO 2016


Sentenza della Corte di Giustizia (terza sezione) del 28 luglio 2016
(C-191/15, Verein für Konsumenteninformation c. Amazon EU Sàrl)   
L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretato nel senso che «una clausola rientrante nelle condizioni generali di vendita di un professionista secondo la quale la legge dello Stato membro in cui ha sede tale professionista disciplina il contratto stipulato mediante commercio elettronico con un consumatore, è abusiva quando induce in errore lo stesso dandogli l’impressione che al contratto si applichi soltanto la legge di detto Stato membro, senza informarlo del fatto che egli dispone ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 2, del regolamento n. 593/2008, della tutela assicuratagli dalle disposizioni imperative della legge che sarebbe applicabile in assenza di siffatta clausola».

 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 28 luglio 2016
(C-102/15,
Gazdasági Versenyhivatal c. Siemens Aktiengesellschaft Österreich)
Non rientra nella «materia civile e commerciale» ai sensi dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 44/2001 un’azione di ripetizione dell’indebito fondata sull’arricchimento senza causa che ha origine nel rimborso di un’ammenda inflitta nell’ambito di un procedimento in materia di diritto della concorrenza.

 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 14 luglio 2016
(C‑230/15, Brite Strike Technologies Inc. c. Brite Strike Technologies SA)
La Corte di Lussemburgo precisa che «l’articolo 71 del regolamento (CE) n. 44/2001 non osta all’applicazione della norma di competenza giurisdizionale per le controversie relative ai marchi, disegni e modelli del Benelux prevista all’articolo 4.6 della Convenzione del Benelux sulla proprietà intellettuale (marchi e disegni o modelli), del 25 febbraio 2005». In particolare, i principi di certezza del diritto e di buona amministrazione della giustizia evocati dalle disposizioni del regolamento n. 44/2001 si considerano rispettati in quanto i criteri di competenza previsti si articolano sulla base del principio del foro del domicilio del convenuto ed è completato da fori alternativi che presentano un collegamento stretto con l’oggetto della controversia. 
 

 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 14 luglio 2016
(C‑196/15, Granarolo SpA c. Ambrosi Emmi France SA)
Secondo la Corte di giustizia il concetto di «relazioni commerciali stabilite da tempo» ex art. 5, punto 1, lett. b) del regolamento n. 44/2001 devono essere qualificate come «contratti di “compravendita di beni” se l’obbligazione caratteristica del contratto consiste nella consegna di un bene, oppure come contratto di “prestazione di servizi” se tale obbligazione consiste nella fornitura di servizi, circostanze che spetta al giudice del rinvio verificare». Inoltre, secondo il dettato del successivo punto 3 dello stesso articolo, «un’azione di risarcimento fondata su una brusca interruzione di relazioni commerciali stabilite da tempo non rientra nella materia degli illeciti civili dolosi o colposi qualora tra le parti esistesse una relazione contrattuale tacita». Quest’ultima dovrà essere verificata dal giudice di rinvio «sulla base di un insieme di elementi concordanti, tra i quali figurano, in particolare, l’esistenza di relazioni commerciali stabilite da tempo, la buona fede tra le parti, la regolarità delle transazioni e la loro evoluzione nel tempo espressa in quantità e in valore, gli eventuali accordi sui prezzi fatturati e/o sugli sconti accordati, nonché la corrispondenza intercorsa».
 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 7 luglio 2016
(C‑222/15, Hőszig Kft. c. Alstom Power Thermal Services)
Secondo le disposizioni contenute nell’articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 una clausola attributiva di giurisdizione stipulata nell’ambito delle condizioni generali di contratto del committente (menzionate negli atti contenenti i contratti inter partes e trasmesse all’atto della loro conclusione) e che designi quali giudici competenti quelli di una città di uno Stato membro, soddisfa i requisiti del consenso tra le parti e della precisione del contenuto.


 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 7 luglio 2016
(C-70/15, Emmanuel Lebek c. Janusz Domino)
La nozione di impugnazione, di cui all’articolo 34, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 va interpretata nel senso che «essa include anche la richiesta di rimuovere la preclusione, quando il termine per presentare un ricorso ordinario sia scaduto». L’articolo 19, paragrafo 4, ultimo comma, del regolamento (CE) n. 1393/2007 relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale «esclude l’applicazione delle disposizioni di diritto nazionale relative al regime delle richieste di rimozione della preclusione, nel caso in cui il termine di ammissibilità per la presentazione di tali domande, quale specificato nella comunicazione di uno Stato membro a cui la citata disposizione si riferisce, sia scaduto».


 

GIUGNO 2016

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 16 giugno 2016
(C-12/15, Universal Music International Holding BV c. Michael Tétreault Schilling, Irwin Schwartz, Josef Brož)
Alla luce delle disposizioni contenute nell’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001, la Corte di giustizia afferma che in caso di danno consistente esclusivamente in una perdita economica realizzatasi direttamente sul conto bancario dell’attore e direttamente derivante da un atto illecito commesso in un altro Stato membro, il «luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto» non può considerarsi il luogo situato in uno Stato membro nel quale è sorto il danno. Inoltre, nel verificare la competenza giurisdizionale, il giudice adito deve «valutare tutti gli elementi a sua disposizione, comprese, eventualmente, le contestazioni sollevate dal convenuto».


Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 16 giugno 2016
(C-511/14, Pebros Servizi Srl c. Aston Martin Lagonda Ltd)
La Corte di Lussemburgo precisa che, in caso di sentenza contumaciale, un credito può considerarsi «non contestato» ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, secondo comma, lettera b), del regolamento (CE) n. 805/2004 autonomamente sulla base delle disposizioni di tale regolamento.

MAGGIO 2016

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 25 maggio 2016
(C‑559/14, Rūdolfs Meroni c. Recoletos Limited)

 

L’articolo 34, punto 1, del regolamento (CE) n. 44/2001, letto alla luce dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dispone che «il riconoscimento e l’esecuzione di un’ordinanza emessa senza che un terzo - i cui diritti possano essere pregiudicati - sia stato ascoltato, non possono essere considerati come manifestamente contrari all’ordine pubblico dello Stato membro richiesto e al diritto a un equo processo ai sensi di tali disposizioni, nei limiti in cui è possibile a tale terzo far valere i propri diritti dinanzi a detto giudice».

 

Ordinanza della Corte di giustizia (prima sezione) del 12 maggio 2016
(C-281/15, Soha Sahyouni c. Raja Mamisch)

 

La Corte di giustizia si dichiara incompetente a rispondere alla domanda pregiudiziale sollevata con riguardo al riconoscimento di una decisione di divorzio pronunciata da un’autorità religiosa di uno Stato terzo, non trovando applicazione le disposizioni del regolamento 2201/2003 e del regolamento 1259/2010 e non avendo il giudice di rinvio fornito altre indicazioni allo scopo di accertarne l’applicabilità ai fatti del procedimento principale.

 

Si segnala inoltre …

 

La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che sostituisce gli elenchi delle procedure di insolvenza e degli amministratori delle procedure di insolvenza negli allegati A e B del regolamento (UE) 2015/848 relativo alle procedure di insolvenza, COM(2016) 317 final del 30 maggio 2016

  


APRILE 2016

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 21 aprile 2016
(C‑572/14, Austro-Mechana Gesellschaft zur Wahrnehmung mechanisch-musikalischer Urheberrechte GmbH c. Amazon EU Sàrl e altri)
L’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, va interpretato nel senso che una domanda volta a ottenere la corresponsione di un compenso dovuto ai sensi di una normativa nazionale che attua il sistema di «equo compenso», previsto dall’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, rientra nella «materia di illeciti civili dolosi o colposi», ai sensi dell’articolo 5, punto 3, di detto regolamento.

 

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 21 aprile 2016
(C‑377/14, Ernst Georg Radlinger, Helena Radlingerová c. FINWAY a.s.)
La Corte chiarisce che in un procedimento per insolvenza, il giudice d’ufficio può esaminare la natura eventualmente abusiva di clausole contenute in contratti stipulati con i consumatori dalle quali derivano crediti dichiarati nell’ambito del medesimo procedimento. Le disposizioni della direttiva 93/13/CEE prevedono che «per valutare il carattere sproporzionatamente elevato dell’importo dell’indennizzo imposto al consumatore che non adempie ai propri obblighi, occorre valutare l’effetto cumulativo di tutte le clausole ad esso relative contenute nel contratto, indipendentemente dal fatto che il creditore persegua effettivamente la piena esecuzione di ognuna di esse».

 MARZO 2016

Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) del 17 marzo 2016
(C‑175/15, Taser International Inc. c. SC Gate 4 Business SRL, Cristian Mircea Anastasiu)
L’articolo 24 del regolamento n. 44/2001 osta, nell’ambito di una controversia tra le parti di un contratto contenente una clausola attributiva di competenza in favore dei giudici di uno Stato terzo, a che «il giudice dello Stato membro nel cui territorio il convenuto ha la propria sede sociale, il quale è stato adito, dichiari la propria incompetenza d’ufficio, anche se tale convenuto non ne contesta la competenza».
 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 10 marzo 2016
(C‑94/14, Flight Refund Ltd c. Deutsche Lufthansa AG)
Il regolamento (CE) n. 44/2001 prevede che le questioni relative alla competenza internazionale dei giudici dello Stato membro d’origine dell’ingiunzione di pagamento europea siano decise garantendo «l’effetto utile delle disposizioni di tale regolamento e i diritti della difesa, indipendentemente dal fatto che il giudice che si pronuncia su tale questione sia il giudice del rinvio o un giudice da quest’ultimo designato in quanto giudice competente territorialmente e ratione materiae a conoscere di un credito quale quello di cui trattasi nel procedimento principale, ai sensi del procedimento civile ordinario».
 

Decisione (UE) 2016/414 del Consiglio del 10 marzo 2016 che autorizza la Repubblica d'Austria a firmare e ratificare e Malta ad aderire, nell'interesse dell'Unione europea, alla Convenzione dell'Aia, del 15 novembre 1965, relativa alla notificazione e alla comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale
Il Consiglio autorizza la Repubblica d'Austria a firmare e ratificare, e Malta ad aderire alla Convenzione dell’Aia del 1965 nell'interesse dell'Unione. Gli Stati membri mantengono le rispettive competenze nei settori della Convenzione che non incidono sulle norme dell'Unione o non ne modificano la portata, conformemente all’articolo 3, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

 

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali delle coppie internazionali, con riferimento ai regimi patrimoniali tra coniugi e agli effetti patrimoniali delle unioni registrate, del 2 marzo 2016, COM(2016) 108 final, 2016/0061(NLE)
A fronte delle richieste ricevute da parte di diciassette Stati membri (Svezia, Belgio, Grecia, Croazia, Slovenia, Spagna, Francia, Portogallo, Italia, Malta, Lussemburgo, Germania, Repubblica ceca, Paesi Bassi, Austria, Bulgaria e Finlandia) che hanno manifestato l'intenzione di instaurare tra loro una cooperazione rafforzata nel settore della competenza giurisdizionale, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi e di effetti patrimoniali delle unioni registrate, la Commissione ha presentato una proposta di decisione.


Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia di gli effetti patrimoniali delle unioni registrate, del 2 marzo 2016, COM(2016) 107 final, 2016/0060(CNS)
La proposta di regolamento mira a disciplinare le questioni connesse agli effetti patrimoniali delle unioni registrate, il cui contenuto specifico continua ad essere definito dal diritto interno degli Stati membri. Nulla nella presente proposta di regolamento impone ad uno Stato membro la cui legge non contempla l’istituto dell'unione registrata di prevederlo nel diritto nazionale.
 

Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi, del 2 marzo 2016, COM(2016) 106 final, 2016/0059(CNS)
In considerazione delle diverse conseguenze giuridiche del matrimonio e dell’unione registrata, la Commissione presenta una diversa proposta di regolamento relativa alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi.

 
Si segnala inoltre …


La Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo sulle attività della rete giudiziaria in materia civile e commerciale, del 10 marzo 2016, COM(2016) 129 final
Nella valutazione in merito al funzionamento della rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale (istituita con la decisione 2001/470/CE del Consiglio, del 28 maggio 2001, poi modificata con la decisione 568/2009/CE), la Commissione rileva possibili miglioramenti operativi nell’ambito del quadro giuridico esistente. In particolare, sono stati individuati sette punti chiave  tra i quali «gli interventi diretti a garantire una maggiore integrazione dei giudici e di altre autorità giudiziarie, nonché dei professionisti forensi, in tutte le attività della rete; l’ampliamento delle sinergie con altre reti europee che perseguono finalità analoghe e l'individuazione e la raccolta di dati statistici fondamentali sulla base dei meccanismi nazionali di raccolta dei dati».

 


                
FEBBRAIO 2016 


Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali. 


 


 GENNAIO 2016


Sentenza della Corte di giustizia (quarta sezione) del 21 gennaio 2016
(C-521/14, SOVAG –Schwarzmeer und Ostsee Versicherungs-Aktiengesellschaft c. If Vahinkovakuutusyhtiö Oy)

L’ambito di applicazione dell’articolo 6, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, si estende ad un’azione proposta da un terzo nei confronti del convenuto contro cui è esercitata l’azione principale e avente ad oggetto una domanda strettamente collegata a detta azione, a condizione che essa non abbia il solo scopo di distogliere detto convenuto dal suo giudice naturale.