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Focus Giustizia penale e criminalità organizzata

criminalit organizzata

Focus "Spazio europeo di giustizia penale e criminalità organizzata"


La creazione del Focus è finalizzata ad avviare un confronto permanente come laboratorio di costruzione di una cultura della legalità. La ricognizione di atti, documenti e contributi dottrinali in materia di Spazio europeo di giustizia penale e criminalità organizzata, unitamente alla realizzazione di percorsi di ricerca ad hoc (v. assegnazione di tesi di laurea e pubblicazioni specifiche) sarà posto al servizio degli studenti, degli operatori e degli attori della società civile.

Nel Trattato di Lisbona (art. 3, par. 2 del TUE)  tra i connotati dello spazio (europeo) di libertà, sicurezza e  giustizia  è prevista “la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima”.

Perché è necessario la creazione di uno spazio europeo di giustizia penale nella lotta alla criminalità organizzata?
 

È ormai evidente il carattere transfrontaliero assunto, negli ultimi decenni, dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità (tra cui la tratta e il traffico di esseri umani e la corruzione). Da un lato, ne sono complici la globalizzazione economica e le nuove tecnologie cosicché il fenomeno non è più limitato ad una ristretta cerchia di Stati del Sud Europa in quanto si è progressivamente espanso e radicato su tutto il territorio europeo; dall’altro, esso provoca effetti talmente significativi sul mercato da far assurgere alla stessa criminalità organizzata la connotazione di nuovo “soggetto economico globale”, dotato di una spiccata vocazione imprenditoriale e di elevata specializzazione nella fornitura simultanea di beni e servizi illegali.
 

Il carattere transfrontaliero di molte  attività criminali (alcune delle quali “fisiologicamente” necessitano  di una dimensione internazionale delle stesse) implica la necessità di utilizzare strumenti di contrasto - misure legislative e azioni positive - atti a prevenire le azioni criminali di gruppi estremamente mobili e flessibili che operano sotto molteplici giurisdizioni prescindendo dalle frontiere e acquisendo beni in vari Stati membri dell’UE o in paesi terzi.
 

La criminalità organizzata italiana non si discosta da queste caratteristiche connotandosi per una crescente capacità di infiltrazione nell’economia, nella penetrazione specifica in certi settori (come, ad esempio, quello ambientale), nella propensione all’utilizzo in modo fraudolento dello spazio cibernetico con la definizione di posizioni lesive dei principi del libero mercato.
 

Dinanzi a un fenomeno di criminalità organizzata globalizzata è emersa da tempo la consapevolezza dell’impossibilità di azioni di contrasto singole o isolate, il che implica - senza escludere la rilevanza delle convenzioni internazionali e delle azioni nazionali - che l’Unione europea è chiamata ad affrontare anche questa sfida con un’azione che riesca a correggere, nello spazio europeo, le perduranti asimmetrie tra il volet della libertà e quello della sicurezza ma anche tra la dimensione della sicurezza e quella della giustizia.

Il tutto affinché, richiamando Kant, la sicurezza possa assurgere a condizione della possibilità di libertà.