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La cooperazione giudiziaria nelle materie civili con implicazioni transnazionali

cooperazione civile

La cooperazione giudiziaria nelle materie civili con implicazioni transnazionali

Sezione curata da Angela Martone

 

Il titolo V del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea dedica il capo 3, composto unicamente dall’art. 81, alla cooperazione giudiziaria in materia civile relativa a situazioni che presentino implicazioni transnazionali. Gli obiettivi principali di tale cooperazione sono quelli di garantire la certezza del diritto e un accesso agevole ed effettivo alla giustizia, il che implica una facile individuazione della giurisdizione competente, un'indicazione chiara del diritto applicabile e procedure di riconoscimento e di esecuzione rapide ed efficaci.
In tal senso, la cooperazione giudiziaria in materia civile mira a realizzare una stretta collaborazione tra le autorità degli Stati membri, al fine di eliminare ogni ostacolo derivante dalle difformità fra i diversi sistemi giudiziari ed amministrativi il che comporta la "progressiva riduzione, fino alla definitiva abolizione, delle procedure intermedie per il riconoscimento e per l'esecuzione delle decisioni tra gli Stati membri" e l' “adozione di misure intese a ravvicinare le disposizioni legislative e regolamentari degli stessi".
L'Unione europea ha pertanto il potere di adottare misure volte a garantire: a) il riconoscimento reciproco tra gli Stati membri delle decisioni giudiziarie ed extragiudiziarie; b) la notificazione e la comunicazione transnazionale degli atti; c) la compatibilità delle regole applicabili negli Stati membri ai conflitti di legge e di giurisdizione; d) la cooperazione nell'assunzione dei mezzi di prova; e) un accesso effettivo alla giustizia; f) l'eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento dei procedimenti civili; g) lo sviluppo di metodi alternativi alla risoluzione delle controversie; h) un sostegno alla formazione dei magistrati e degli operatori giudiziari (art. 81 TFUE, par. 2).
Sebbene la realizzazione, ad opera dell’Unione europea, di una cooperazione giudiziaria in materia civile riveli la sua stretta connessione con la creazione del più ampio  spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia ed in particolare con il profilo della giustizia, non meno rilevante è il condizionamento che essa opera nella creazione di un effettivo spazio di libertà nel quale le persone (nei loro rapporti di vita personale, familiare e lavorativa) possano circolare liberamente senza dover rinunciare alla tutela dei loro diritti. 
 Nella presente sezione è monitorata l'attività delle Istituzioni europee (in particolare, emanazione di atti di diritto derivato, adozione di atti preparatori, pronunce della Corte di giustizia dell'Unione europea) sugli aspetti sopra descritti, a partire da gennaio 2013.
Per l'invio di contributi: slsg@unisa.it

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Judicial cooperation in civil matters relating to situations with cross-border implications

Section by Angela Martone

 
Title V of the Treaty on the Functioning of the European Union devotes its Chapter 3, solely composed by Article 81, to judicial cooperation in civil matters relating to situations with cross-border implications. The main objectives of such cooperation are to ensure legal certainty and easy and effective access to justice, which implies an easy identification of the competent jurisdiction, a clear indication of the applicable law and rapid and effective recognition and enforcement procedures.
In this respect, judicial cooperation in civil matters aims to achieve close cooperation among the authorities of the Member States in order to remove any obstacles arising from differences between the various judicial and administrative systems, which implies the "progressive reduction, until final abolition, of intermediate procedures for the recognition and enforcement of judgments between Member States" and the "adoption of measures to approximate their laws and regulations".
The European Union therefore has the power to adopt measures to ensure: (a) the mutual recognition and enforcement between Member States of judgments and of decisions in extrajudicial cases; (b) the cross-border service of documents; (c) the compatibility of the rules applicable in the Member States concerning conflicts of law and of jurisdiction; (d) cooperation in the taking of evidence; (e) effective access to justice; (f) the elimination of obstacles to the proper functioning of civil proceedings; (g) the development of alternative methods of dispute settlement; (h) support for the training of the judiciary and judicial staff (Art. 81 para. 2 TFEU).
Although the establishment by the European Union of judicial cooperation in civil matters reveals its close connection with the creation of the wider European area of freedom, security and justice and in particular with the profile of justice, it is important to appreciate its own critical role in the creation of a genuine area of freedom in which people (in their personal, family and working life) can move freely without having to renounce the protection of their rights.
This section monitors the activities of the European institutions (in particular, secondary legislation, preparatory acts, the judgments of the Court of Justice of the European Union) on the above aspects, starting from January 2013.

To send contributions, write to: slsg@unisa.it

 

 



MAGGIO 2021



Judgment of the Court (Third Chamber) 20 May 2021
(C‑913/19, CNP spółka z ograniczoną odpowiedzialnością v. Gefion Insurance A/S)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 20 maggio 2021
(C‑913/19, CNP spółka z ograniczoną odpowiedzialnością c. Gefion Insurance A/S)
L’articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, in combinato disposto con l’articolo 10 dello stesso, va interpretato nel senso che esso non si applica in caso di controversia tra, da un lato, un professionista che ha acquisito un credito originariamente detenuto da una persona lesa nei confronti di un’impresa di assicurazione per la responsabilità civile e, dall’altro, quella stessa impresa di assicurazione della responsabilità civile. Pertanto, esso non osta a che la competenza giurisdizionale a conoscere della suddetta controversia sia fondata, eventualmente, sull’articolo 7, punto 2, o sull’articolo 7, punto 5, del regolamento.

 

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Judgment of the Court (Third Chamber) 15 May 2021
(C‑729/19, TKF v. Department of Justice for Northern Ireland)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 15 maggio 2021
(C‑729/19, TKF v. Department of Justice for Northern Ireland)
L’articolo 75, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 4/2009, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, si applica soltanto alle decisioni emesse dalle autorità giurisdizionali nazionali in quegli Stati che erano già membri dell’Unione europea alla data di adozione di tali decisioni. Ne consegue, secondo la Corte, che nessuna decisione in materia di obbligazioni alimentari, emessa in uno Stato prima della sua adesione all’Unione europea e prima della data di applicazione di detto regolamento, sia riconosciuta ed eseguita, dopo l’adesione di tale Stato all’Unione, in un altro Stato membro.

 

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Judgment of the Court (First Chamber) 12 May 2021
(C‑709/19, Vereniging van Effectenbezitters v. BP plc)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 12 maggio 2021
(C‑709/19, Vereniging van Effectenbezitters v. BP plc)
Secondo l’articolo 7, punto 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, l’insorgenza diretta, su un conto d’investimento, di un danno puramente economico risultante da decisioni d’investimento adottate a seguito di informazioni facilmente accessibili a livello mondiale, ma inesatte, incomplete o fuorvianti provenienti da una società internazionale quotata in borsa non consente di presupporre, sulla base della concretizzazione del danno, la competenza internazionale di un giudice dello Stato membro ove è stabilita la banca o la società d’investimento sul cui registro è iscritto il conto, laddove detta società non era sottoposta a obblighi legali di pubblicità in tale Stato membro.



APRILE 2021


Judgment of the Court (First Chamber) 22 April 2021
(C-73/20, ZM v. E.A. Frerichs)


Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 22 aprile 2021
(C-73/20, ZM v. E.A. Frerichs)

Secondo la Corte di Lussemburgo l’articolo 13 del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza, e l’articolo 12, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I), vanno interpretati nel senso che: «la legge applicabile al contratto in forza del regolamento disciplina parimenti il pagamento effettuato da un terzo in esecuzione dell’obbligazione contrattuale di pagamento di una delle parti del contratto, qualora, nell’ambito di una procedura di insolvenza, tale pagamento sia contestato in quanto atto pregiudizievole per la massa dei creditori».

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Judgment of the Court (Third Chamber)  15 April 2021
(C-729/19 TKF v. Department of Justice for Northern Ireland)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 15 aprile 2021
(C-729/19 TKF v. Department of Justice for Northern Ireland)
Secondo l’articolo 75, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 4/2009, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, esso si applica soltanto alle decisioni emesse dalle autorità giurisdizionali nazionali in quegli Stati che erano già membri dell’Unione europea alla data di adozione di tali decisioni.

MARZO 2021

Judgment of the Court (First Chamber) 25 March 2021
(C‑307/19,Obala i lučice d.o.o. v. NLB Leasing d.o.o.)

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 25 marzo 2021
(C-307/19, Obala i lučice d.o.o. c. NLB Leasing d.o.o.)
Secondo l’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 rientra nella nozione di «materia civile e commerciale» un’azione di riscossione di una tariffa giornaliera di parcheggio in uno stallo, delimitato e situato sulla via pubblica, avviata da una società incaricata da un ente locale della gestione di tali stalli.

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Judgment of the Court (Fifth Chamber) 25 March 2021
(C‑603/20, SS v. MCP)

Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) del 25 marzo 2021
(C‑603/20, SS c. MCP)
L’articolo 10 del regolamento (CE) n. 2201/2003 non è applicabile a una situazione in cui il minore ha, al momento della presentazione di una domanda relativa alla responsabilità genitoriale, acquisito la sua residenza abituale in un terzo Stato in seguito al trasferimento. In tale situazione, la competenza giurisdizionale dovrà essere determinata conformemente alle Convenzioni internazionali applicabili o, in mancanza, ai sensi dell'articolo 14 del regolamento.


FEBBRAIO 2021

 

Judgment of the Court (First Chamber) of 21 February 2021
(BU v. Markt24 GmbH, in case C‑804/19)

 

Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 21 febbraio 2021
(BU c. Markt24 GmbH, causa C‑804/19)
La Corte precisa che le disposizioni contenute nella sezione 5 del capo II del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, intitolato «Competenza in materia di contratti individuali di lavoro», si applicano ad un ricorso giurisdizionale di un lavoratore dipendente domiciliato in uno Stato membro contro un datore di lavoro domiciliato in un altro Stato membro nel caso in cui il contratto di lavoro è stato negoziato e concluso nello Stato membro del domicilio del lavoratore e prevedeva che il luogo di esecuzione del lavoro si trovasse nello Stato membro del datore di lavoro, anche se tale lavoro non è stato eseguito per un motivo imputabile a quest’ultimo. In tali tipi di ricorso, le disposizioni del capo II del regolamento n. 1215/2012 ostano all’applicazione delle norme nazionali sulla competenza giurisdizionale, indipendentemente dal fatto che tali norme si rivelino più vantaggiose per il lavoratore.

 

 

  GENNAIO 2021

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.



DICEMBRE 2020

Judgment of the Court (Sixth Chamber)  10 December 2020
(C‑774/19, A. B. e B. B. c. Personal Exchange International Limited)

 

 

Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) del 10 dicembre 2020
(C‑774/19, A. B. e B. B. c. Personal Exchange International Limited)
Secondo l’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, una persona fisica domiciliata in uno Stato membro, la quale abbia concluso con una società stabilita in un altro Stato membro un contratto per giocare a poker su Internet, non perde la qualità di «consumatore». 

 

NOVEMBRE 2020


Regulation (EU) 2020/1784 of the European Parliament and of the Council of 25 November 2020 on the service in the Member States of judicial and extrajudicial documents in civil or commercial matters (service of documents) (recast), OJ L 405, 2.12.2020

Regolamento (UE) 2020/1784 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2020 relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale («notificazione o comunicazione degli atti») (rifusione), G.U.U.E., L 405, 2. 12.2020 
Il regolamento (UE) 2020/1784 si applica alla notificazione e alla comunicazione transfrontaliera degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale. Esso non si applica, in particolare, alla materia fiscale, doganale o amministrativa, né alla responsabilità di uno Stato membro per atti od omissioni nell’esercizio di pubblici poteri (acta iure imperii).

 

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Regulation (EU) 2020/1783 of the European Parliament and of the Council of 25 November 2020 on cooperation between the courts of the Member States in the taking of evidence in civil or commercial matters (taking of evidence) (recast), OJ L 405, 2.12.2020


Regolamento (UE) 2020/1783 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2020 relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nell’assunzione delle prove in materia civile o commerciale (assunzione delle prove) (rifusione), G.U.U.E., L 405, 2. 12.2020

Il presente regolamento stabilisce le norme relative alla cooperazione fra le autorità giudiziarie dei vari Stati membri riguardo all’assunzione delle prove in materia civile o commerciale.

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Judgment of the Court (Grand Chamber), 24 November 2020
(C-59/19, Wikingerhof GmbH & Co. KG c. Booking.com BV)

 

Sentenza della Corte di giustizia (Grande sezione), del 24 novembre 2020
(C-59/19, Wikingerhof GmbH & Co. KG c. Booking.com BV)
L’articolo 7, punto 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, trova applicazione in un’azione diretta a inibire determinate pratiche fondate su un abuso di posizione dominante, messe in atto nell’ambito del rapporto contrattuale, in violazione del diritto della concorrenza.

 

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Judgment of the Court (First Chamber), 18 November 2020
(C-519/19, Ryanair DAC c. DelayFix)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione), del 18 novembre 2020
(C-519/19, Ryanair DAC c. DelayFix)
Secondo l’articolo 25 del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, va considerata abusiva una clausola attributiva di competenza esclusiva al giudice nel cui foro si trova la sede del professionista, se inserita in un contratto di trasporto concluso tra un passeggero e una compagnia aerea senza essere stata oggetto di negoziato individuale.

 

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Judgment of the Court (First Chamber), 11 November 2020
(C‑433/19,  Ellmes Property Services Limited c. SP)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) dell’11 novembre 2020
(C-433/19, Ellmes Property Services Limited c. SP)
Secondo l’articolo 7, punto 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, nel caso in cui la destinazione d’uso di un’unità immobiliare condominiale prevista da un contratto condominiale non sia opponibile erga omnes, un’azione promossa da un condomino al fine di vietare a un altro condomino di modificare arbitrariamente tale destinazione, deve considerarsi rientrante nella «materia contrattuale».

 

 

 

 

 


 OTTOBRE 2020

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.




SETTEMBRE 2020



Judgment of the Court (Third Chamber) 17 September 2020
(C-540/19, WV c. Landkreis Harburg)


Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) 17 settembre 2020
(C-540/19, WV c. Landkreis Harburg)
Ai sensi dell’art. 3, lett. b), del regolamento n. 4/2009, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, un  ente pubblico che intende recuperare, mediante un’azione di regresso, somme versate in luogo di alimenti a un creditore di alimenti, nei cui diritti esso è surrogato nei confronti del debitore di alimenti, è legittimato ad avvalersi della competenza dell’autorità giurisdizionale del luogo in cui il creditore risiede abitualmente.

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Judgment of the Court (First Chamber) 3 September 2020
(C‑186/19, Supreme Site Services GmbH, Supreme Fuels GmbH & Co KG, Supreme Fuels Trading Fze c. Supreme Headquarters Allied Powers Europe)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) 3 settembre 2020
(C-186/19, Supreme Site Services GmbH, Supreme Fuels GmbH & Co KG, Supreme Fuels Trading Fze c. Supreme Headquarters Allied Powers Europe)
La Corte di Lussemburgo ha affermato che ai sensi dell’articolo 24, punto 5, del regolamento n. 1215/2012 «una domanda di provvedimenti provvisori proposta dinanzi a un giudice di uno Stato membro, nell’ambito della quale un’organizzazione internazionale faccia valere la sua immunità dall’esecuzione al fine di ottenere tanto la revoca di un sequestro conservativo presso terzi, eseguito in uno Stato membro diverso da quello del foro, quanto il divieto di imporre nuovamente un siffatto sequestro per gli stessi motivi, non rientra nella competenza esclusiva dei giudici dello Stato membro nel quale il sequestro conservativo presso terzi è stato eseguito».

 

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Order of the Court (Sixth Chamber) 3 September 2020
(C-98/20, mBank S.A. c. PA)

 

Ordinanza della Corte di giustizia (sesta sezione) 3 settembre 2020
(C-98/20, mBank S.A. c. PA)
La nozione di «domicilio del consumatore», di cui all’articolo 18, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, va intesa nel senso che «essa designa il domicilio del consumatore alla data di proposizione del ricorso giurisdizionale».




AGOSTO 2020

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.

 

LUGLIO 2020


Judgment of the Court (Ninth Chamber) 16 July 2020
(C-253/19, MH, NI c. OJ, Novo Banco SA)


Sentenza della Corte di giustizia (nona sezione) del 16 luglio 2020
(C-253/19, MH, NI c. OJ, Novo Banco SA)
La presunzione prevista dall’articolo 3, paragrafo 1, primo e quarto comma, del regolamento (UE) 2015/848 relativo alle procedure di insolvenza, secondo la quale ‒ per determinare la competenza internazionale ai fini dell’apertura di una procedura di insolvenza ‒ il centro degli interessi principali di una persona fisica che non esercita un’attività imprenditoriale o professionale indipendente è la sua residenza abituale, non è contraddetta per il solo fatto che l’unico bene immobile di tale persona è situato al di fuori dello Stato membro in cui egli risiede abitualmente.


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Judgment of the Court (First Chamber) 16 July 2020
(C-249/19, JE c. KF)


Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 16 luglio 2020
(C-249/19, JE c. KF)
L’articolo 10 del regolamento (UE) n. 1259/2010 relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale, nella parte in cui dispone che «[q]ualora la legge applicabile ai sensi dell’articolo 5 o dell’articolo 8 non preveda il divorzio» va inteso come riguardante unicamente le situazioni in cui la legge straniera applicabile non prevede il divorzio in alcuna forma.


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Judgment of the Court (First Chamber) 16 July 2020
(C-80/19, E. E.) 


Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 16 luglio 2020
(C-80/19, E.E.)
Secondo il regolamento (UE) n. 650/2012 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo, rientra nella nozione di «successione con implicazioni transfrontaliere» una situazione in cui il defunto, cittadino di uno Stato membro, risiedeva in un altro Stato membro al momento del suo decesso, ma non aveva interrotto i suoi legami con il primo di tali Stati membri, nel quale si trovano i beni che compongono la successione. Pertanto, l’ultima residenza abituale del defunto, ai sensi di tale regolamento, deve essere individuata dall’autorità che si occupa della successione all’interno di uno solo dei suddetti Stati membri. Inoltre, secondo gli artt. 4 e 59 dello stesso «un notaio di uno Stato membro, non qualificato come “organo giurisdizionale” può, senza attenersi alle norme generali in materia di competenza previste da detto regolamento, rilasciare certificati successori nazionali». Qualora il giudice del rinvio consideri che tali certificati soddisfino le condizioni previste all’articolo 3, paragrafo 1, lettera i), questi producono, negli altri Stati membri, gli effetti che l’articolo 59, paragrafo 1, e l’articolo 60, paragrafo 1,  attribuiscono agli atti pubblici.


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Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 16 luglio 2020
(C-73/19, Belgische Staat e Directeur-Generaal van de Algemene Directie Controle en Bemiddeling van de FOD Economie, K.M.O., Middenstand en Energie c. Movic BV e a.)
Secondo l’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, rientra nella nozione di «materia civile e commerciale» un’azione giudiziaria con cui le autorità di uno Stato membro si contrappongono a professionisti stabiliti in un altro Stato membro, nell’ambito della quale dette autorità chiedono, a titolo principale, che «sia accertata la sussistenza di violazioni configuranti pratiche commerciali sleali asseritamente illecite e che ne sia ordinata la cessazione nonché, a titolo accessorio, che siano disposte misure di pubblicità e l’irrogazione di una penalità».


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Judgment of the Court (First Chamber) 9 July 2020
(C-343/19, Verein für Konsumenteninformation c. Volkswagen AG)

 
Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 9 luglio 2020
(C-343/19, Verein für Konsumenteninformation c. Volkswagen AG)
Secondo l’articolo 7, punto 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, qualora taluni veicoli siano stati illegalmente equipaggiati in uno Stato membro ‒ da parte del loro costruttore ‒ di un software che manipola i dati relativi alle emissioni dei gas di scarico, per poi essere acquistati presso un soggetto terzo in un altro Stato membro, il luogo in cui il danno si è concretizzato si trova in quest’ultimo Stato membro.

 


GIUGNO 2020

Judgment of The Court (Third Chamber) 4 June 2020
(C‑41/19, FX c. GZ)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) 4 giugno 2020
(C-41/19, FX c. GZ)

 

Secondo il regolamento (CE) n. 4/2009 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, un’opposizione all’esecuzione proposta dal debitore di un credito alimentare avverso l’esecuzione di una decisione emessa da un giudice dello Stato membro d’origine e che ha accertato tale credito, che presenti una stretta connessione con il procedimento di esecuzione, rientra nella competenza del giudice dello Stato membro dell’esecuzione. In tal senso, spetta a quest’ultimo pronunciarsi sulla ricevibilità e sul merito degli elementi probatori addotti dal debitore degli alimenti per corroborare la sua affermazione secondo cui egli ha in larga parte soddisfatto il suo debito.


MAGGIO 2020

 

 

Judgment of the Court (First Chamber) 7 May 2020
(C‑641/18, LG e altri c. Rina SpA, Ente Registro Italiano Navale)

 

 

Corte di giustizia (prima sezione) 7 maggio 2020
(C‑641/18, LG e altri c. Rina SpA, Ente Registro Italiano Navale)
 
Ai sensi dell’articolo 1, par. 1, del regolamento (CE) n. 44/2001, rientra nella nozione di «materia civile e commerciale» un ricorso per risarcimento danni proposto contro persone giuridiche di diritto privato che esercitano un’attività di classificazione e di certificazione di navi per conto e su delega di uno Stato terzo, qualora tale
attività non sia esercitata in forza di prerogative dei pubblici poteri ai sensi del diritto dell’Unione, circostanza che spetta al giudice del rinvio valutare. Il principio di diritto internazionale consuetudinario sull’immunità giurisdizionale non osta all’esercizio, da parte del giudice nazionale adito, della competenza giurisdizionale prevista da detto regolamento in una controversia relativa a un siffatto ricorso, qualora detto giudice constati che tali organismi non si sono avvalsi delle prerogative dei pubblici poteri ai sensi del diritto internazionale.


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Judgment of the Court ( Sixth Chamber) 7 May 2020
(C‑267/19 and C‑323/19, Parking d.o.o. c. Sawal d.o.o. and Interplastics s.r.o. c. Letifico d.o.o)



Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) 7 maggio 2020
(C-267/19 e C-323/19, Parking d.o.o. c. Sawal d.o.o. and Interplastics s.r.o. c. Letifico d.o.o)
L’articolo 18 TFUE e l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea non ostano a una normativa nazionale che autorizza i notai, che agiscono nell’ambito delle competenze loro attribuite nei procedimenti di esecuzione forzata sulla base di un atto autentico, a emettere mandati di esecuzione i quali non possono essere riconosciuti ed eseguiti in un altro Stato membro.

 

 

 

 



APRILE 2020


Judgment of the Court (Fourth Chamber) 2 April 2020

(C-500/18, AU c. Reliantco Investments LTD, Reliantco Investments LTD Limassol Sucursala Bucureşti)

 

Sentenza della Corte di giustizia (quarta sezione) 2 aprile 2020
(C-500/18, AU c. Reliantco Investments LTD, Reliantco Investments LTD Limassol Sucursala Bucureşti)
Ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012, una persona fisica che effettua operazioni finanziarie, in forza di un contratto finanziario differenziale concluso con una società, può essere qualificata come «consumatore» qualora tali atti non rientrino nell’ambito dello svolgimento della sua attività professionale. Inoltre, al fine di determinare il giudice competente per un’azione di responsabilità civile per fatto illecito proposta da un consumatore, si può far riferimento al capo II, sez. 4 di tale regolamento, qualora essa sia inscindibilmente connessa a un contratto effettivamente concluso tra quest’ultimo e il professionista. Al giudice nazionale spetta verificare la sussistenza di tali condizioni. 




MARZO 2020

 

Judgment of the Court (First Chamber) 26 March 2020
(C-215/18, Libuše Králová c. Primera Air Scandinavia A/S)

 

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 26 marzo 2020
(C-215/18, Libuše Králová c. Primera Air Scandinavia A/S)
Secondo l’articolo 5, punto 1, del regolamento (CE) n. 44/2001  il ricorso per il riconoscimento di una compensazione pecuniaria, proposto in forza del regolamento n. 261/2004 da un passeggero nei confronti del vettore aereo operativo rientra nella nozione di «materia contrattuale» anche se tra dette parti non è stato concluso alcun contratto e il volo operato da tale vettore aereo era previsto da un contratto di viaggio «tutto compreso», inclusivo anche di alloggio, stipulato con un terzo

 

 

FEBBRAIO 2020


Judgment Of The Court (Sixth Chamber) 27 February 2020
(C‑803/18, AAS «Balta», C. UAB «Grifs AG»)


Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) del 27 febbraio 2020
(C‑803/18, AAS «Balta» c. UAB «Grifs AG»)
Secondo l’interpretazione degli articoli 15, punto 5, e 16, punto 5, del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, la clausola attributiva di competenza prevista in un contratto di assicurazione che copre un «grande rischio» non è opponibile alla persona assicurata dal contratto medesimo, che non sia un professionista del settore delle assicurazioni, non abbia sottoscritto questa clausola e sia domiciliata in uno Stato membro diverso da quello del domicilio del contraente dell’assicurazione e dell’assicuratore.

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Judgment of the Court (Eighth Chamber) 27 February 2020
(C-25/19, Corporis sp. z o.o. c. Gefion Insurance A/S)

 

Sentenza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 27 febbraio 2020
(C-25/19, Corporis sp. z o.o. c. Gefion Insurance A/S)
L’articolo 152, paragrafo 1, della direttiva 2009/138/CE in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II), letto in combinato disposto con l’articolo 151 della medesima direttiva e con il considerando 8 del regolamento (CE) n. 1393/2007, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale deve essere interpretato nel senso che «la designazione, da parte di un’impresa di assicurazione non vita, di un rappresentante nello Stato membro ospitante include altresì la legittimazione di tale rappresentante a ricevere l’atto introduttivo di un giudizio in materia di risarcimento per un incidente stradale».


GENNAIO 2020


Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.




DICEMBRE 2019

 

 

Judgment of the Court (First Chamber) 19 December 2019
(C‑453/18 and C‑494/18, Bondora AS c. Carlos V.C, XY)
 


Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 19 dicembre 2019
(C‑453/18 and C‑494/18, Bondora AS c. Carlos V.C, XY)
L’articolo 7, paragrafo 2, lettere d) ed e), del regolamento (CE) n. 1896/2006 che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento, nonché l’articolo 6, paragrafo 1, e l’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, letti alla luce dell’articolo 38 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, devono essere interpretati nel senso che consentono a un «giudice» adito nel contesto di un procedimento europeo di ingiunzione di pagamento, di chiedere al creditore informazioni complementari relative alle clausole del contratto invocate a fondamento del credito, al fine di effettuare il controllo d’ufficio del carattere eventualmente abusivo di dette clausole e, di conseguenza, nel senso che ostano a una normativa nazionale che dichiara irricevibili i documenti complementari forniti a tal fine


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Judgment of the Court (First Chamber) 12 December 2019
(C-433/18, ML c. Aktiva Finants OÜ)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 12 dicembre 2019
(C-433/18, ML c. Aktiva Finants OÜ)
L’articolo 43, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 deve essere interpretato nel senso che «esso non osta a un procedimento di autorizzazione a proporre impugnazione in cui, da un lato, un giudice d’appello statuisce sulla concessione di tale autorizzazione sulla base della decisione emessa in primo grado, del ricorso con cui è adito, delle eventuali osservazioni del convenuto e, ove necessario, sulla base di altri elementi del fascicolo e in cui, dall’altro lato, l’autorizzazione a proporre impugnazione deve essere concessa, in particolare, se sussistono dubbi circa la correttezza della decisione di cui trattasi, se non è possibile valutare la correttezza di tale decisione senza autorizzare l’impugnazione o se vi è un altro motivo importante per concedere un’autorizzazione a proporre impugnazione».


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Judgment of the Court (First Chamber) 5 December 2019
(C-671/18, Centraal Justitieel Incassobureau, Ministerie van Veiligheid en Justitie (CJIB), interested parties: Z.P., Prokuratura Rejonowa w Chełmnie)

 

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 5 dicembre 2019
(C-671/18, Centraal Justitieel Incassobureau, Ministerie van Veiligheid en Justitie (CJIB), interested parties: Z.P., Prokuratura Rejonowa w Chełmnie)
L’articolo 7, paragrafo 2, lettera g), e l’articolo 20, paragrafo 3, della decisione quadro 2005/214/GAI del Consiglio, del 24 febbraio 2005, relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, devono essere interpretati nel senso che, qualora una decisione che infligge una sanzione pecuniaria sia stata notificata conformemente alla normativa nazionale dello Stato membro della decisione con l’indicazione del diritto di proporre ricorso e del termine per farlo, l’autorità dello Stato membro di esecuzione non può rifiutare il riconoscimento e l’esecuzione di tale decisione purché l’interessato abbia avuto un termine sufficiente per proporre un ricorso contro di essa, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare, e che a tale proposito non rileva il fatto che il procedimento di irrogazione della sanzione pecuniaria di cui trattasi fosse di tipo amministrativo.


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Judgment of the Court (First Chamber) 5 December 2019
(C-421/18, Ordre des avocats du barreau de Dinant c. JN)

 

 

Sentenza della Corte di Giustizia (prima sezione) del 5 dicembre 2019
(C-421/18, Ordre des avocats du barreau de Dinant c. JN)
Ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 «una controversia relativa all’obbligo, per un avvocato, di versare contributi professionali annuali ricade nell’ambito di applicazione di tale regolamento solo a condizione che, chiedendo a detto avvocato l’esecuzione dell’obbligo in questione, l’ordine non agisca, in forza del diritto nazionale applicabile, nell’esercizio di una prerogativa di pubblici poteri, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare».


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Judgment of the Court (Ninth Chamber) 4 December 2019
(C-493/18, UB  c. VA, Tiger SCI, WZ, acting as UB’s trustee in bankruptcy, Banque patrimoine et immobilier SA)

 

Sentenza della Corte di giustizia (nona sezione), del 4 dicembre 2019
(C-493/18, UB  c. VA, Tiger SCI, WZ, acting as UB’s trustee in bankruptcy, Banque patrimoine et immobilier SA)
Secondo l’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1346/2000 «l’azione del curatore, designato da un giudice dello Stato membro nel cui territorio è stata aperta la procedura di insolvenza, intesa a far dichiarare inopponibili alla massa dei creditori la vendita di un bene immobile situato in un altro Stato membro nonché l’ipoteca concessa su tale bene, rientra nella competenza esclusiva dei giudici del primo Stato membro».

 

 

NOVEMBRE 2019


Judgment of the Court (Fourth Chamber) 21 November 2019
(C-198/18, CeDe Group AB c. KAN sp. z o.o., in liquidation).


Sentenza della Corte di giustizia (quarta sezione) del 21 novembre 2019
(C-198/18, CeDe Group AB c. KAN sp. z o.o., in liquidation).
L’articolo 4 del regolamento (CE) n. 1346/2000, relativo alle procedure di insolvenza non è applicabile all’azione proposta dal liquidatore di una società soggetta a procedura di insolvenza, stabilita in un primo Stato membro e che, è diretta al pagamento di merci fornite in esecuzione di un contratto concluso prima dell’apertura della procedura di insolvenza nei confronti di tale società, contro la società controparte contrattuale, stabilita in un secondo Stato membro.

 

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Judgment of the Court (Sixth Chamber) 7 November 2019
(C-555/18, K.H.K. c. B.A.C., E.E.K.).

 

Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) del 7 novembre 2019
(C-555/18, K.H.K. c. B.A.C., E.E.K.).
L’articolo 4, punto 10, del regolamento (UE) n. 655/2014 che istituisce una procedura per l’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari al fine di facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale, deve essere interpretato nel senso che un’ingiunzione di pagamento non esecutiva, non rientra nella nozione di «atto pubblico». Viceversa, secondo l’articolo 5, lettera a), del regolamento n. 655/2014 un procedimento ingiuntivo in corso può essere qualificato come «procedimento di merito», ai sensi di tale disposizione.

 

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Judgment of the Court (First Chamber) 7 November 2019
(C-213/18, 2018, Adriano Guaitoli and others c. EasyJet Airline Co. Ltd).


Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 7 novembre 2019
(C-213/18, 2018, Adriano Guaitoli e altri c. E
asyJet Airline Co. Ltd).
L’articolo 7, punto 1, l’articolo 67 e l’articolo 71, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, nonché l’articolo 33 della Convenzione per l’unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo internazionale, conclusa a Montreal il 28 maggio 1999 richiedono che «il giudice di uno Stato membro investito di un’azione diretta ad ottenere sia il rispetto dei diritti forfettari e standardizzati, sia il risarcimento di un danno supplementare rientrante nell’ambito di applicazione di tale convenzione deve valutare la propria competenza alla luce dell’articolo 7, punto 1, del regolamento n. 1215/2012 e alla luce dell’articolo 33 di detta Convenzione».

 




OTTOBRE 2019

 

Judgment of the Court (First Chamber) 9 October 2019
(C-548/18, BGL BNP Paribas SA c. TeamBank AG Nürnberg)

 
Sentenza della Corte di Giustizia (prima sezione) del 9 ottobre 2019
(C-548/18, BGL BNP Paribas SA c. TeamBank AG Nürnberg)
Secondo l’interpretazione della Corte, l’articolo 14 del regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I), non designa, direttamente o per analogia, la legge applicabile in materia di opponibilità ai terzi della cessione di un credito in caso di cessioni multiple di un credito, l’una dopo l’altra, dallo stesso creditore a cessionari distinti.

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Judgment of the Court (First Chamber) 3 October 2019
(C-208/18, Jana Petruchová c. FIBO Group Holdings Limited)

 

Sentenza della Corte di Giustizia (prima sezione) del 3 ottobre 2019
(C-208/18, Jana Petruchová c. FIBO Group Holdings Limited)
Secondo l’articolo 17, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, rientra nella nozione di “consumatore” la persona fisica che in forza di un contratto differenziale concluso con una società di intermediazione finanziaria effettua operazioni sul mercato internazionale dei cambi FOREX (Foreign Exchange), se la conclusione di esso non rientra nell’ambito dell’attività professionale di tale persona, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.

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Judgment of the Court (First Chamber) 3 October 2019
(C-272/18, Verein für Konsumenteninformation c. TVP Treuhand- und Verwaltungsgesellschaft für Publikumsfonds mbH & Co KG)


Sentenza della Corte di Giustizia (prima sezione) del 3 ottobre 2019
(C-272/18, Verein für Konsumenteninformation c. TVP Treuhand- und Verwaltungsgesellschaft für Publikumsfonds mbH & Co KG)
L’articolo 1, paragrafo 2, lettera e), della Convenzione sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e l’articolo 1, paragrafo 2, lettera f), del regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I)  si applicano alle obbligazioni contrattuali derivanti da un contratto fiduciario avente ad oggetto la gestione di una partecipazione in una società in accomandita.

 


SETTEMBRE 2019


Judgment of the Court (First Chamber) 18 September 2019
(C-47/18, Skarb Pánstwa Rzeczpospolitej Polskiej — Generalny Dyrektor Dróg Krajowych i Autostrad c. Stephan Riel, acting as liquidator of Alpine Bau GmbH)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 18 settembre 2019
(C-47/18, Skarb Pánstwa Rzeczpospolitej Polskiej — Generalny Dyrektor Dróg Krajowych i Autostrad c. Stephan Riel, acting as liquidator of Alpine Bau GmbH)
Secondo l’articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, un’azione di accertamento dell’esistenza di crediti ai fini della loro iscrizione nell’ambito di una procedura di insolvenza è esclusa dall’ambito di applicazione di tale regolamento. La stessa, precisa la Corte, rientra nell’ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza.

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Judgment of the Court (Third Chamber) 5 September 2019
(C-468/18, R. c. P.)

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione)  del 5 settembre 2019
(C- 468/18, R. c. P.)
Gli articoli 3, lettere a) e d), e 5 del regolamento (CE) n. 4/2009 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari prevedono che: «qualora il giudice di uno Stato membro sia investito di un ricorso contenente tre domande riguardanti, rispettivamente, il divorzio dei genitori di un figlio minore, la responsabilità genitoriale su tale minore e l’obbligazione alimentare nei confronti di quest’ultimo - e pur essendosi dichiarato incompetente sulla responsabilità genitoriale - può statuire sulla domanda relativa all’obbligazione alimentare riguardante detto minore qualora esso sia anche il giudice del luogo in cui il convenuto risiede abitualmente o il giudice dinanzi al quale quest’ultimo è comparso, senza eccepirne l’incompetenza».

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Judgment of the Court (First Chamber) 4 September 2019
(C-347/18, Alessandro Salvoni  c. Anna Maria Fiermonte)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 4 settembre 2019
(C-347/18, Alessandro Salvoni c. Anna Maria Fiermonte)
L’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, letto in combinato disposto con l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, va interpretato nel senso che «osta alla possibilità, per l’autorità giurisdizionale d’origine adita con istanza di rilascio dell’attestato previsto da detto articolo 53, con riferimento a una decisione definitiva, di verificare d’ufficio se le disposizioni contenute al capo Il, sezione 4, di tale regolamento siano state violate, al fine di informare il consumatore della violazione eventualmente accertata e di consentire a quest’ultimo di valutare in modo consapevole la possibilità di avvalersi del rimedio previsto all’articolo 45 del medesimo regolamento».

 



AGOSTO 2019

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.


LUGLIO 2019



Judgment of the Court (Sixth Chamber) 29 July 2019
(C-451/18, Tibor-Trans Fuvarozó és Kereskedelmi Kft. c. DAF Trucks NV)


Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) del 29 luglio 2019
(C-451/18, Tibor-Trans Fuvarozó és Kereskedelmi Kft. c. DAF Trucks NV)
Secondo l’articolo 7, punto 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012, in un’azione di risarcimento di un danno causato da un’infrazione ai sensi dell’articolo 101 TFUE, che consiste in accordi collusivi, il «luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto» si riferisce al luogo del mercato interessato da tale infrazione, ossia il luogo in cui i prezzi del mercato sono stati falsati, nell’ambito del quale la vittima asserisce di aver subito tale danno, anche se l’azione è diretta contro un partecipante all’intesa in discussione con cui tale vittima non aveva stabilito rapporti contrattuali.

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Judgment of the Court (First Chamber) 10 July 2019
(C-722/17, Norbert Reitbauer and others c. Enrico Casamassima)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 10 luglio 2019
(C-722/17, Norbert Reitbauer e altri c. Enrico Casamassima)
L’articolo 24, punti 1 e 5, del regolamento (UE) n. 1215/2012 va interpretato nel senso che «l’azione con cui un creditore si oppone alla ripartizione del ricavato derivante dalla vendita forzata di un immobile affinché, da un lato, sia accertata l’estinzione di un credito concorrente per compensazione e, dall’altro lato, sia dichiarata l’inefficacia della garanzia reale a fondamento dell’esecuzione del credito medesimo, non rientra nella competenza esclusiva delle autorità giurisdizionali dello Stato membro in cui l’immobile è situato o nel cui territorio ha o ha avuto luogo l’esecuzione».

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Order of the Court (Eighth Chamber) 10 July 2019
(C-530/18, EP c. VO)

Ordinanza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 10 luglio 2019
(C-530/18, EP c. VO)
L’articolo 15 del regolamento n. 2201/2003 deve essere interpretato nel senso che, se uno o più dei cinque criteri alternativi che stabilisce in modo esauriente al fine di valutare se il minore ha un legame particolare con un altro Stato membro, diverso da lo stato della sua residenza abituale, sono soddisfatti, l'autorità giudiziaria competente ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1, di detto regolamento ha la possibilità di trasferire la causa a un'autorità giudiziaria che considera meglio collocata per affrontare la controversia dinanzi ad essa, ma non è obbligato a farlo. Se l'autorità giudiziaria competente giunge alla conclusione che le relazioni che collegano il minore in questione allo Stato membro della sua residenza abituale sono più forti di quelle che la collegano a un altro Stato membro, tale conclusione è sufficiente per escludere l'applicazione dell'articolo 15 di tale regolamento. Inoltre, «l'esistenza di differenze tra le norme di procedura di uno Stato membro competente per il merito di un caso e quelle di un altro Stato membro con il quale il minore interessato ha un legame particolare, non costituisce in modo generale e astratto, un criterio pertinente nel valutare se i tribunali di quello Stato membro sono nella posizione migliore per ascoltare tale causa». 

 


 GIUGNO 2019

 

Council Regulation (EU) 2019/1111 of 25 June 2019 on jurisdiction, the recognition and enforcement of decisions in matrimonial matters and the matters of parental responsibility, and on international child abduction.


Regolamento (UE) 2019/1111 del Consiglio del 25 giugno 2019 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, e alla sottrazione internazionale di minori (rifusione).
Il presente regolamento stabilisce norme uniformi sulla competenza in materia di divorzio, separazione personale e annullamento del matrimonio, nonché in materia di controversie riguardanti la responsabilità genitoriale che presentano un elemento internazionale. Facilita la circolazione nell’Unione delle decisioni, nonché degli atti pubblici e di taluni accordi, stabilendo disposizioni relative al loro riconoscimento e alla loro esecuzione in altri Stati membri.

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Judgment of the Court (Sixth Chamber) 6 June 2019
(C-361/18, Ágnes Weil c. Géza Gulácsi)

 

Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) 6 giugno 2019
(C-361/18, Ágnes Weil c. Géza Gulácsi)
Secondo l’articolo 54 del regolamento (CE) n. 44/2001 «un giudice di uno Stato membro, al quale venga presentata una domanda di rilascio di un attestato che certifica l’esecutività di una decisione emessa dall’autorità giurisdizionale d’origine, deve verificare se la controversia rientri nell’ambito di applicazione di detto regolamento».

 

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Commission implementing regulation (EU) 2019/917 of 4 June 2019 establishing technical specifications, measures and other requirements required for the system of interconnection of insolvency registers in accordance with Article 25 of Regulation (EU) 2015/848 of the European Parliament and of the Council
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Regolamento di esecuzione (UE) 2019/917 della Commissione del 4 giugno 2019 che stabilisce le specifiche e le misure tecniche e altri requisiti richiesti per il sistema di interconnessione dei registri fallimentari ai sensi dell'articolo 25 del regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Il regolamento stabilisce le specifiche e le misure tecniche e altri requisiti che garantiscono condizioni uniformi di esecuzione del sistema di interconnessione dei registri fallimentari di cui all'articolo 25, paragrafo 2, lettere da a) a f), del regolamento (UE) 2015/848. 

 

 

 

MAGGIO 2019


Judgment of the Court (First Chamber) 23 May 2019
(C-658/17, WB)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 23 maggio 2019
(C-658/17, WB)
L’articolo 3, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 650/2012 in materia di successioni e  creazione di un certificato successorio europeo, deve essere interpretato nel senso che la mancata notifica relativa all’esercizio da parte dei notai di funzioni giudiziarie da parte di uno Stato membro, non è determinante per quanto riguarda la qualificazione come «organo giurisdizionale» di tali notai. Ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, primo comma, del regolamento n. 650/2012 un notaio che redige un atto su domanda concorde di tutte le parti del procedimento notarile non costituisce un «organo giurisdizionale» e, di conseguenza, un atto del genere non costituisce una «decisione». L’articolo 3, paragrafo 1, lettera i), del regolamento n. 650/2012, quindi, deve essere interpretato nel senso che l’atto di certificazione della successione redatto dal notaio su domanda concorde di tutte le parti del procedimento notarile, costituisce un «atto pubblico», il cui rilascio può essere accompagnato dal modulo di cui all’articolo 59, paragrafo 1, secondo comma, di tale regolamento.

 

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Judgment of the Court (First Chamber) 8 May 2019
(C-25/18, Bryan Andrew Kerr c. Pavlo Postnov, Natalia Postnova)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) dell’8 maggio 2019
(C-25/18, Bryan Andrew Kerr c. Pavlo Postnov, Natalia Postnova)
Secondo l’articolo 7, punto 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, una controversia vertente su di un’obbligazione di pagamento risultante da una decisione dell’assemblea dei condomini di un immobile costituito di appartamenti sprovvista della personalità giuridica deve considerarsi riconducibile alla nozione di «materia contrattuale» ai sensi di tale disposizione.


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Judgment of the Court (Third Chamber) 2 May 2019
(C-694/17, Pillar Securitisation Sàrl v. Hildur Arnadottir)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) 2 maggio 2019
(C-694/17, Pillar Securitisation Sàrl c. Hildur Arnadottir)
L’articolo 15 della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, stabilisce che, al fine di stabilire se un contratto di credito sia un contratto di credito concluso da un «consumatore» non si deve verificare se esso rientri nell’ambito di applicazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori.

 

 



APRILE 2019


Judgment of the Court (First Chamber) 11 April 2019
(C-603/17, Peter Bosworth, Colin Hurley c. Arcadia Petroleum Limited and Others)


Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) dell’11 aprile 2019
(C-603/17, Peter Bosworth, Colin Hurley  c. Arcadia Petroleum Limited e a.)
Secondo la Convenzione di “Lugano II” concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, un contratto che vincola una società a una persona fisica che esercita le funzioni di dirigente di quest’ultima non crea un vincolo di subordinazione tra le stesse e non può pertanto essere qualificato come «contratto individuale di lavoro» qualora, detta persona sia in grado di stabilire i termini del suddetto contratto e disponga di un potere di controllo autonomo sulla gestione corrente degli affari della società nonché sull’esercizio delle proprie funzioni.



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Judgment of the Court (Sixth Chamber) 11 April 2019
(C- 464/18, ZX c. Ryanair DAC)


Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) dell’11 aprile 2019
(C- 464/18, ZX c. Ryanair DAC)
L’articolo 7, punto 5, del regolamento (UE) n. 1215/2012 va interpretato nel senso che «un’autorità giurisdizionale di uno Stato membro non è competente a conoscere di una controversia riguardante un ricorso per indennizzo proposto ai sensi dell’articolo 7 del regolamento (CE) n. 261/2004 che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e diretto contro una compagnia aerea stabilita nel territorio di un altro Stato membro, per il fatto che tale compagnia possiede una succursale nella circoscrizione dell’autorità giurisdizionale adita, senza questa abbia avuto un ruolo nel rapporto giuridico tra la compagnia e il passeggero di cui trattasi».

 


MARZO 2019

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.

 





FEBBRAIO 2019

 

Judgment of the Court (Second Chamber) 28 february 2019
(C‑579/17, BUAK Bauarbeiter-Urlaubs- u. Abfertigungskasse c. Gradbeništvo Korana d.o.o)

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 28 febbraio 2019
(C‑579/17, BUAK Bauarbeiter-Urlaubs- u. Abfertigungskasse c. Gradbeništvo Korana d.o.o)
La Corte interpreta l’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1215/2012 stabilendo che: «un’azione volta ad ottenere il pagamento di un credito consistente in maggiorazioni relative all’indennità per ferie retribuite, vantato da un organismo collettivo di diritto pubblico nei confronti di un datore di lavoro, per effetto del distacco, in uno Stato membro, di lavoratori che non hanno ivi il loro luogo di lavoro abituale, o nel contesto della cessione temporanea di lavoratori verso lo Stato membro stesso, oppure nei confronti di un datore di lavoro che non ha sede in detto Stato membro, per effetto dell’impiego di lavoratori che hanno il loro luogo di lavoro abituale nel medesimo Stato membro, rientra nell’ambito di applicazione di tale regolamento, purché le condizioni di esercizio di tale azione non deroghino alle norme di diritto comune e, in particolare, non escludano la possibilità, per il giudice adito, di verificare la fondatezza dei dati su cui si basa l’accertamento di detto credito, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare».


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Judgment of the Court (Second Chamber) 14 february 2019
(C-630/17, Anica Milivojević c. Raiffeisenbank St. Stefan-Jagerberg-Wolfsberg eGen)

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 14 febbraio 2019
(C-630/17, Anica Milivojević c. Raiffeisenbank St. Stefan-Jagerberg-Wolfsberg eGen)
L’articolo 4, paragrafo 1, e l’articolo 25 del regolamento (UE) n. 1215/2012 ostano, secondo la Corte, a una normativa di uno Stato membro che consente, in situazioni a carattere internazionale, ai debitori di agire contro i mutuanti che non dispongono di un’autorizzazione rilasciata dalle autorità competenti del primo Stato membro al fine di esercitare la loro attività nel territorio di tale Stato, o dinanzi ai giudici dello Stato nel cui territorio tali mutuanti hanno la loro sede o dinanzi ai giudici del luogo in cui i debitori hanno il loro domicilio o la loro sede e riserva la competenza a conoscere dell’azione dei suddetti mutuanti nei confronti dei loro debitori solo ai giudici dello Stato nel cui territorio tali debitori hanno il proprio domicilio, siano essi consumatori o professionisti.



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Judgment of the Court (Third Chamber) 14 february 2019
(C‑554/17, Rebecka Jonsson c. Société du Journal L’Est Républicain)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 14 febbraio 2019
(C‑554/17, Rebecka Jonsson c. Société du Journal L’Est Républicain)
L’articolo 16 del regolamento (CE) n. 861/2007, che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità, non osta ad una normativa nazionale per effetto della quale, ove una parte risulti solo parzialmente vittoriosa, il giudice nazionale possa disporre la compensazione delle spese processuali o possa ripartire tali spese tra le parti. In tale ipotesi, il giudice nazionale resta  libero di ripartire l’importo di dette spese, purché le norme processuali nazionali di ripartizione delle spese processuali nelle controversie transfrontaliere di modesta entità non siano meno favorevoli delle norme processuali che disciplinano situazioni analoghe soggette al diritto interno e purché i requisiti procedurali connessi alla ripartizione delle spese processuali non inducano gli interessati a rinunciare ad avvalersi di tale procedura europea di risoluzione delle controversie di modesta entità, imponendo al ricorrente, ove sia risultato ampiamente vittorioso, di sopportare comunque le proprie spese processuali o una parte sostanziale di esse.


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 Judgment of the Court (First Chamber) 6 february 2019
(C-535/17, NK, liquidator in the bankruptcies of PI Gerechtsdeurwaarderskantoor BV and of PI, c. BNP Paribas Fortis NV)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 6 febbraio 2019
(C-535/17, NK, liquidator in the bankruptcies of PI Gerechtsdeurwaarderskantoor BV and of PI, c. BNP Paribas Fortis NV)
Un’azione avente ad oggetto una domanda di risarcimento danni per responsabilità da fatto illecito, esercitata dal curatore nell’ambito di una procedura di insolvenza e il cui ricavato va a beneficio, in caso di successo, della massa dei creditori, rientra nella nozione di «materia civile e commerciale», ai sensi dell’articolo  1, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 44/2001, e ricade, pertanto, nell’ambito di applicazione ratione materiae del medesimo.

 

 

 


GENNAIO 2019


Judgment of the Court (First Chamber) 19 January 2019
(C-389/17, Stefano Liberato c. Luminita Luisa Grigorescu)



Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) 19 gennaio 2019 
(C-389/17, Stefano Liberato c. Luminita Luisa Grigorescu
)
La Corte precisa che qualora, nell’ambito di una controversia in materia matrimoniale, di responsabilità genitoriale o di obbligazioni alimentari, l’autorità giurisdizionale successivamente adita abbia adottato, in violazione dell’art. 27 del regolamento 44/2001 e 19 del regolamento 2201/2003, una decisione poi divenuta definitiva, le autorità giurisdizionali dello Stato membro preventivamente adite non possono negare, per questo solo motivo, il riconoscimento di tale decisione. Tale violazione, quindi, non può di per sé giustificare il mancato riconoscimento di detta decisione per sua contrarietà manifesta all’ordine pubblico di tale Stato membro.



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Judgment of the Court (Sixth Chamber) 17 January 2019
(C-102/18, Klaus Manuel Maria Brisch)



Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) 17 gennaio 2019
(C-102/18, Klaus Manuel Maria Brisch)

Secondo i giudici di Lussemburgo, ai fini della domanda di un certificato successorio europeo, ai sensi dell’articolo 65, paragrafo 2, del regolamento n. 650/2012, l’utilizzazione del modulo IV, di cui all’allegato 4 del regolamento d’esecuzione n. 1329/2014, è facoltativa.

 



DICEMBRE 2018


Si segnala …

Commission implementing Regulation (EU) 2018/1990 of 11 December 2018 establishing the forms referred to in Council regulation (EU) 2016/1104 implementing enhanced cooperation in the area of jurisdiction, applicable law and the recognition and enforcement of decisions in matters of the property consequences of registered partnerships, in OJ L320/1, 17.12.2018

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1990 della Commissione dell'11 dicembre 2018 che stabilisce i moduli di cui al regolamento (UE) 2016/1104 del Consiglio che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di effetti patrimoniali delle unioni registrate, in GUUE L320/1, 17.12.2018

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Commission implementing Regulation (EU) 2018/1937 of 10 December 2018 replacing Annex X to Council Regulation (EC) No 4/2009 on jurisdiction, applicable law, recognition and enforcement of decisions and cooperation in matters relating to maintenance obligations, in OJ L314/36, 11.12.2018

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1937 della Commissione, del 10 dicembre 2018, che sostituisce l'allegato X del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, in GUUE L314/36, 11.12.2018

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Commission implementing Regulation (EU) 2018/1935 of 7 December 2018 establishing the forms referred to in Council Regulation (EU) 2016/1103 implementing enhanced cooperation in the area of jurisdiction, applicable law and the recognition and enforcement of decisions in matters of matrimonial property regimes, in OJ L314/14, 11.112.2018

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1935 della Commissione, del 7 dicembre 2018, che stabilisce i moduli di cui al regolamento (UE) 2016/1103 del Consiglio che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi, in GUUE L314/14, 11.12.2018



NOVEMBRE 2018

 

Judgment of the Court (Tenth Chamber), 22 November 2018
(C-627/17, ZSE Energia, a.s. c. RG)


Sentenza della Corte di giustizia (decima sezione) del 22 novembre 2018
(C-627/17, ZSE Energia, a.s. c. RG)

Alla luce del regolamento (CE) n. 861/2007 che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità, per «parti» si intendono solo l’attore e il convenuto nel procedimento principale, pertanto, nel caso in cui queste abbiano il loro domicilio o la loro residenza abituale nello stesso Stato membro del giudice adito, non trovano applicazione le disposizioni del regolamento.

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Judgment of the Court (First Chamber), 15 November 2018
(C-308/17, Hellenische Republik  c. Leo Kuhn)


Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 15 novembre 2018
(C-308/17, Hellenische Republik  c. Leo Kuhn)

Non ricade nella «materia civile e commerciale» secondo l’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, la controversia che coinvolge una persona fisica che acquistando titoli di Stato di un diverso Stato membro, contesti la sostituzione degli stessi con titoli di valore inferiore, imposta per effetto dell’adozione di una legge in circostanze eccezionali. 

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Judgment of the Court (Fourth Chamber), 14 November 2018
(C-296/17, Wiemer & Trachte GmbH, in liquidation, c. Zhan Oved Tadzher)


Sentenza della Corte di giustizia (quarta sezione) del 14 novembre  2018
(C-296/17, Wiemer & Trachte GmbH, in liquidazione, c. Zhan Oved Tadzher)

La competenza prevista dall’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza, secondo la quale i giudici dello Stato membro, sul cui territorio la procedura di insolvenza è stata avviata, hanno competenza a conoscere di un’azione revocatoria fondata sull’insolvenza e diretta nei confronti di una controparte con sede statutaria o domicilio in un altro Stato membro, deve considerarsi esclusiva.


OTTOBRE 2018 



Judgment of the Court (First Chamber) 17 October 2018
(C-393/18PPU, UD c. XB)


Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 17 ottobre 2018
(C-393/18PPU, UD c. XB)
Secondo l’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2201/2003 un minore deve essere stato fisicamente presente in uno Stato membro perché possa essere considerato come residente abitualmente in questo. Sicché, circostanze per le quali da un lato, la coercizione esercitata dal padre sulla madre, da cui è derivato come conseguenza che la madre ha partorito la loro figlia comune in uno Stato terzo e ivi risiede con tale minore sin dalla nascita di quest’ultima, e, dall’altro, la lesione dei diritti fondamentali della madre o della minore, non hanno alcuna incidenza al riguardo.

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Judgment of the Court (Fifth Chamber) 4 October 2018
(C-478/17, IQ c. JP)


Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) del 4 ottobre 2018
(C-478/17, IQ c. JP).
L’articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 2201/2003 consente all’autorità giurisdizionale di norma competente a statuire in materia di responsabilità genitoriale, in forza della regola generale stabilita all’articolo 8, paragrafo 1, di tale regolamento, sia mediante proroga della competenza in base all’articolo 12 del regolamento suddetto, di trasferire la sua competenza, su tutta o su una parte specifica della causa di cui è adita, ad un’autorità giurisdizionale che è di norma incompetente in materia, ma che, nella situazione di specie, va considerata «più adatta» a trattare il caso. 

 

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Judgment of the Court (Second Chamber), 4 October 2018
(C-379/17, Società Immobiliare Al Bosco srl)


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 4 ottobre 2018
(C-379/17, Società Immobiliare Al Bosco srl)
L’articolo 38 del regolamento (CE) n. 44/2001 non osta a che una normativa di uno Stato membro che prevede l’applicazione di un termine per l’esecuzione di un’ordinanza di sequestro conservativo, sia applicata ad uno stesso atto emanato in un altro Stato membro e munito di carattere esecutivo nello Stato membro richiesto.


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Judgment of the Court (Second Chamber), 4 October 2018
(C-337/17, Feniks sp. z o.o. c. Azteca Products & Services SL)


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 4 ottobre 2018
(C-337/17, Feniks sp. z o.o. c. Azteca Products & Services SL)
Un’azione pauliana, mediante la quale il titolare di diritti di credito derivanti da un contratto chiede che sia dichiarato inefficace nei suoi confronti l’atto, pregiudizievole dei suoi diritti, con cui il suo debitore ha ceduto un bene ad un terzo, rientra nella norma sulla competenza internazionale di cui all’articolo 7, punto 1, lettera a), del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.



SETTEMBRE 2018

 

Judgment of the Court (Sixth Chamber) 20 September 2018
(C-214/17, Alexander Mölk c. Valentina Mölk)

Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) 20 settembre 2018
(C-214/17, Alexander Mölk c. Valentina Mölk)
L’articolo 4, paragrafo 3, del protocollo dell’Aia, del 23 novembre 2007, deve essere interpretato nel senso che l’autorità competente dello Stato di residenza abituale del debitore degli alimenti non deve considerarsi «adita» nel caso di comparizione in giudizio del creditore, accompagnata dalla deduzione di contestazioni nel merito, ai sensi dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 4/2009 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, nell’ambito di un procedimento avviato dal debitore dinanzi alla medesima autorità.

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Judgment of the Court  (First Chamber) 19 September 2018
(joined cases C‑325/18 PPU and C‑375/18 PPU, Hampshire County Council  c. C.E., N.E.)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 19 settembre 2018
(cause riunite C‑325/18 PPU e C‑375/18 PPU, Hampshire County Council  c. C.E., N.E.)
 
Secondo le disposizioni generali del capo III del regolamento (CE) n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, nel caso si affermi che dei minori sono stati trasferiti illecitamente, la decisione di un giudice dello Stato membro in cui i minori avevano la loro residenza abituale, che disponga il rientro di tali minori, e consegua a una decisione sulla responsabilità genitoriale, può essere dichiarata esecutiva nello Stato membro ospitante conformemente a tali disposizioni generali. Tuttavia,l’articolo  33, par. 1 del regolamento letto alla luce dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, osta all’esecuzione della decisione di un giudice di uno Stato membro prima che si sia proceduto alla notifica della dichiarazione di esecutività di tale decisione ai genitori interessati. 

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Judgment of the Court (Fifth Chamber
) 6 September 2018
(C-21/17, Catlin Europe SE  c. O.K. Trans Praha spol. s r. o.)

 

Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) del 6 settembre 2018
(C-21/17, Catlin Europe SE  c. O.K. Trans Praha spol. s r. o.) 
Qualora un’ingiunzione di pagamento europea sia notificata o comunicata al convenuto senza che la domanda di ingiunzione ad essa allegata sia stata redatta o accompagnata da una traduzione in una lingua che si suppone egli comprenda, come previsto dall’articolo 8, paragrafo 1 del regolamento n. 1393/2007, il convenuto deve essere debitamente informato, mediante il modulo standard di cui all’allegato II di quest’ultimo regolamento, del suo diritto di rifiutare di ricevere l’atto. In caso di omissione, in ragione dell’irregolarità procedurale da cui è affetta la notificazione o comunicazione dell’ingiunzione di pagamento europea, insieme alla domanda di ingiunzione, tale ingiunzione non acquisisce forza esecutiva e il termine assegnato al convenuto per presentare opposizione non può iniziare a decorrere, cosicché l’articolo 20 del regolamento n. 1896/2006 non trova applicazione.


AGOSTO 2018


Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.



LUGLIO 2018


Judgment of the Court  (Third Chamber) 11 July 2018
(C-88/17, Zurich Insurance plc, Metso Minerals Oy c. Abnormal Load Services (International) Ltd)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) dell’11 luglio 2018
(C-88/17, Zurich Insurance plc, Metso Minerals Oy c. Abnormal Load Services (International) Ltd)

Secondo l’articolo 5, punto 1, lettera b), secondo trattino, del regolamento (CE) n. 44/2001 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, nell’ambito di un contratto vertente sul trasporto di merci tra Stati membri in più tappe, con scali e con diversi modi di trasporto, tanto il luogo di spedizione quanto il luogo di consegna della merce costituiscono luoghi di prestazione del servizio di trasporto. 


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Judgment of the Court  (Second Chamber) 5 July 2018
(C-27/17, AB «flyLALLithuanian Airlines» c. «Starptautiskā lidosta “Rīga”» VAS, «Air Baltic Corporation» AS)


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 5 luglio 2018
(C-27/17, AB «flyLAL‑es», in liquidazione, c. «Starptautiskā lidosta “Rīga”» VAS, «Air Baltic Corporation» AS)
Secondo l’interpretazione della Corte di gLithuanian Airliniustizia, l’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, intende quale «luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto» il luogo in cui si è verificata una perdita di reddito consistente in un calo delle vendite, ossia al luogo del mercato interessato dalle suddette condotte in seno al quale la vittima sostiene di aver subito detto calo. Nell’ambito di un’azione di risarcimento di un danno causato da condotte anticoncorrenziali, tale nozione può essere intesa, altresì, quale «luogo della conclusione di un accordo anticoncorrenziale in violazione dell’articolo 101 TFUE sia come il luogo dove sono stati proposti e applicati i prezzi predatori, se tali pratiche erano costitutive di un’infrazione ai sensi dell’articolo 102 TFUE».


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Si segnala inoltre…

 

Regulation (EU) 2018/946 of the European Parliament and of the Council of 4 July 2018 replacing Annexes A and B to Regulation (EU) 2015/848 on insolvency proceedings in OJ L 117/1, 6.7.2018.



Regolamento (Ue) 2018/946 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 luglio 2018 che sostituisce gli allegati A e B del regolamento (UE) 2015/848, relativo alle procedure di insolvenza in GU L 117/1, 6.7.2018.




GIUGNO 2018

  

Judgment of the Court (Fifth Chamber) 28 June 2018
(C-512/17, HR with the participation of: KO, Prokuratura Rejonowa Poznań Stare Miasto w Poznaniu)

Sentenza della Corte di giustizia ( quinta sezione) del 28 giugno 2018
(C-512/17, HR con l’intervento di KO, Prokuratura Rejonowa Poznań Stare Miasto w Poznaniu)
La residenza abituale del minore, ai sensi dell’art. 8 del regolamento n. 2201/2003, corrisponde al luogo in cui si trova di fatto il centro della sua vita. Spetta al giudice nazionale determinare il luogo in cui si trovava tale centro al momento della proposizione della domanda concernente la responsabilità genitoriale nei confronti del minore, sulla base di un complesso di elementi di fatto concordanti.
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Judgment of the Court (Second Chamber), 21 June 2018
(C-20/17, Vincent Pierre Oberle)


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 21 giugno 2018
(C-20/17, Vincent Pierre Oberle)
La portata dell’articolo 4 del regolamento (UE) n. 650/2012, secondo la Corte, osta ad una normativa di uno Stato membro, la quale preveda che: «seppure il defunto non aveva, al momento del decesso, la residenza abituale in tale Stato membro, sono competenti a rilasciare i certificati successori nazionali, nell’ambito di una successione con implicazioni transfrontaliere, gli organi giurisdizionali del suddetto Stato membro, allorché i beni ereditari si trovano nel territorio di detto Stato o il defunto era cittadino dello stesso Stato».

 

 

MAGGIO 2018

 

Judgment of the Court (Eighth Chamber) 31 May 2018
(C-306/17, Éva Nothartová c. Sámson József Boldizsár)


Sentenza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 31 maggio 2018
(C-306/17, Éva Nothartová c. Sámson József Boldizsár)
L’articolo 8, punto 3, del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, si applica nell’ambito di una situazione in cui un’autorità giurisdizionale competente a conoscere di un’asserita violazione dei diritti della personalità del ricorrente per il motivo che sono state effettuate foto e riprese video a sua insaputa, è adita in via riconvenzionale da parte del convenuto con una domanda di risarcimento del danno a titolo di responsabilità del ricorrente per illeciti civili dolosi o colposi.


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Judgment of the Court (First Chamber) 31 May 2018
(C-335/17, Neli Valcheva c. Georgios Babanarakis)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 31 maggio 2018
(C-335/17, Neli Valcheva c. Georgios Babanarakis)
La nozione di «diritto di visita», contenuta all’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), e all’articolo 2, punti 7 e 10, del regolamento n. 2201/2003, deve essere intesa come riguardante non soltanto il diritto di visita dei genitori nei confronti del loro figlio minore, ma anche quello di altre persone con le quali è importante che tale minore intrattenga relazioni personali, segnatamente i suoi nonni, a prescindere dalla titolarità o meno in capo ad essi della responsabilità genitoriale.

 



APRILE 2018

 

Judgment of the Court (Sixth Chamber) 19 April 2018

(C-565/16, Alessandro Saponaro, Kalliopi-Chloi Xylina)


Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) 19 aprile 2018

(C-565/16, Alessandro Saponaro, Kalliopi-Chloi Xylina)

La Corte ha precisato che nel caso in cui i genitori di un minore hanno presentato, per suo conto, una domanda di autorizzazione alla rinuncia di un’eredità dinanzi a un giudice di un altro Stato membro, l’articolo 12, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (CE) n. 2201/2003 va interpretato nel senso che: «il deposito effettuato congiuntamente dai genitori del minore dinanzi all’autorità giurisdizionale da loro scelta costituisce accettazione univoca di tale giudice da parte degli stessi; inoltre, la circostanza che la residenza del de cuius alla data del suo decesso, il suo patrimonio, oggetto della successione, e le passività dell’asse ereditario si trovassero nello Stato membro cui appartiene il giudice adito consente, in mancanza di elementi che dimostrino che la proroga di competenza rischierebbe di incidere negativamente sulla situazione del minore, di considerare che una siffatta proroga di competenza è conforme all’interesse superiore del minore».  

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Order of the Court (First Chamber) 10 April 2018

(C-85/18 PPU, CV c. DU)

 

Ordinanza della Corte di giustizia (prima sezione) 10 aprile 2018

(C-85/18 PPU, CV c. DU)
Secondo l’art. 10 del regolamento n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale e l'articolo 3 del regolamento n. 4/2009 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, le autorità giudiziarie dello Stato in cui il minore è stato trasferito da uno dei genitori non sono competenti a pronunciarsi su una domanda relativa all’affidamento o alla determinazione di un’indennità di mantenimento in assenza di qualsiasi indicazione che l’altro genitore abbia acconsentito al trasferimento o non abbia presentato domanda per il suo ritorno.




MARZO 2018

 

Judgment of the Court (Seventh Chamber) 8 March 2018

(C-64/17, Saey Home & Garden NV/SA c. Lusavouga-Máquinas e Acessórios Industriais SA)

Sentenza della Corte di giustizia (settima sezione) dell’8 marzo 2018

(C-64/17, Saey Home & Garden NV/SA c. Lusavouga-Máquinas e Acessórios Industriais SA)

Secondo l’articolo 7, punto 1, del regolamento n. 1215/2012 «il giudice competente a conoscere di una domanda risarcitoria relativa alla risoluzione di un contratto di concessione di vendita, concluso fra due società stabilite e operanti in due Stati membri diversi, per la commercializzazione di prodotti sul mercato nazionale di un terzo Stato membro, in cui nessuna delle due suddette società dispone di succursali o di stabilimenti, è quello dello Stato membro in cui si trova il luogo della prestazione principale dei servizi, come si evince dalle disposizioni del contratto nonché, in assenza di disposizioni siffatte, dall’esecuzione effettiva del contratto stesso, e, in caso di impossibilità di determinarlo su tale base, quello del domicilio del prestatore».


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Judgment of the Court (First Chamber) 7 March 2018

(C-560/16, E. ON Czech Holding AG c. Michael Dědouch, Petr Streitberg, Pavel Suda)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 7 marzo 2018

(C-560/16, E. ON Czech Holding AG c. Michael Dědouch, Petr Streitberg, Pavel Suda)

Un ricorso avente ad oggetto l’esame della congruità del corrispettivo che l’azionista principale di una società è tenuto a versare agli azionisti di minoranza della medesima in caso di trasferimento obbligatorio delle loro azioni a tale azionista principale, rientra nella competenza esclusiva dei giudici dello Stato membro nel cui territorio tale società ha sede ai sensi dell’articolo 22, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001.

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Judgment of the Court (Third Chamber) 7 March 2018

(C-274/16, C-447/16 e C-448/16, flightright GmbH c. Air Nostrum,Líneas Aéreas del Mediterráneo SA; Roland Becker c. Hainan Airlines Co. Ltd; and  Mohamed Barkan,  Souad Asbai, Assia Barkan, Zakaria Barkan, Nousaiba Barkan c. Air Nostrum, Líneas Aéreas del Mediterráneo SA)

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 7 marzo 2018

(C-274/16, C-447/16 e C-448/16, flightright GmbH c. Air Nostrum,Líneas Aéreas del Mediterráneo SA; Roland Becker c. Hainan Airlines Co. Ltd; e Mohamed Barkan,  Souad Asbai, Assia Barkan, Zakaria Barkan, Nousaiba Barkan c. Air Nostrum, Líneas Aéreas del Mediterráneo SA)

L’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 va interpretato nel senso che «la nozione di “materia contrattuale” include anche l’azione di un passeggero aereo diretta a ottenere una compensazione pecuniaria per ritardo prolungato di un volo con coincidenza, proposta sul fondamento del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91, nei confronti di un vettore aereo operativo che non sia la controparte contrattuale del passeggero interessato».  

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Judgment of the Court (Second Chamber) 1 March 2018

(C-558/16, Doris Margret Lisette Mahnkopf)

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 1 marzo 2018

(C-558/16, Doris Margret Lisette Mahnkopf)

L’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 650/2012 in materia di successioni ricomprende il caso di conguaglio forfettario degli incrementi patrimoniali realizzati in costanza di matrimonio mediante maggiorazione della quota ereditaria del coniuge superstite.



FEBBRAIO 2018

 

Judgment of the Court (Seventh Chamber) 28 February 2018
(C-289/17, Collect Inkasso OÜ, ITM Inkasso OÜ, Bigbank AS c. Rain Aint, Lauri Palm, Raiko Oikimus, Egle Noor, Artjom Konjarov)

Sentenza della Corte di giustizia (settima sezione) del 28 febbraio 2018

(C-289/17, Collect Inkasso OÜ, ITM Inkasso OÜ, Bigbank AS c. Rain Aint, Lauri Palm, Raiko Oikimus, Egle Noor, Artjom Konjarov)
Secondo gli articoli 17, lettera a), e 18, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 805/2004 che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, una decisione giudiziaria emessa senza che il debitore sia stato informato dell’indirizzo del giudice cui occorre inviare la risposta, dinanzi al quale comparire o, eventualmente, presso il quale può essere proposto un ricorso avverso tale decisione, non può essere certificata come titolo esecutivo europeo.





GENNAIO 2018

 

Judgment of the Court (Third Chamber) 25 January 2018
(C‑498/16, Maximilian Schrems c. Facebook Ireland Limited)

 
Sentenza della Corte (terza sezione) del 25 gennaio 2018
(C‑498/16, Maximilian Schrems c. Facebook Ireland Limited)
La Corte di giustizia ha precisato che «la nozione di “consumatore”, ai sensi degli articoli 15 e 16 del regolamento n. 44/2001, deve essere interpretata in maniera restrittiva, facendo riferimento alla posizione di tale persona in un determinato contratto, in relazione alla natura ed alla finalità di quest’ultimo, e non invece alla situazione soggettiva di quella stessa persona, potendo un solo e medesimo soggetto essere considerato un consumatore nell’ambito di determinate operazioni ed un operatore economico nell’ambito di altre». Inoltre, l’articolo 16, paragrafo 1, del regolamento n. 44/2001 non si applica all’azione di un consumatore diretta a far valere, dinanzi al giudice del luogo in cui questi è domiciliato, non soltanto diritti propri ma anche diritti ceduti da altri consumatori domiciliati nello stesso Stato membro, in altri Stati membri oppure in Stati terzi.       

 

 

 

DICEMBRE 2017



Judgment of the Court  (First Chamber) 20 December 2017
(C-649/16, Peter Valach,  Alena Valachová,  SC Europa ZV II a.s.,  SC Europa LV a.s.,  VAV Parking a.s.,  SC Europa BB a.s.,  Byty A s.r.o. c. Waldviertler Sparkasse Bank AG,  Československá obchodná banka a.s.,  Stadt Banská Bystrica)

 

Sentenza della Corte (prima sezione) del 20 dicembre 2017
(C-649/16, Peter Valach,  Alena Valachová,  SC Europa ZV II a.s.,  SC Europa LV a.s.,  VAV Parking a.s.,
 SC Europa BB a.s.,  Byty A s.r.o. c. Waldviertler Sparkasse Bank AG,  Československá obchodná banka a.s.,  Stadt Banská Bystrica)
La Corte di giustizia afferma che l’articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento n. 1215/2012 si applica ad una azione di responsabilità extracontrattuale, proposta contro i membri di un comitato dei creditori a causa del comportamento adottato da questi ultimi in occasione di un voto in merito a un piano di risanamento nell’ambito di una procedura di insolvenza.


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 Judgment of the Court (Second Chamber) 20 December 2017
(C-467/16, Brigitte Schlömp c. Landratsamt Schwäbisch Hall) 


Sentenza della Corte  (seconda sezione) del 20 dicembre 2017
(C-467/16, Brigitte Schlömp c. Landratsamt Schwäbisch Hall)
Ai sensi degli articoli 27 e 30 della Convenzione concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, firmata il 30 ottobre 2007, approvata a nome della Comunità con decisione 2009/430/CE del Consiglio, del 27 novembre 2008, in caso di litispendenza, la data di avvio della procedura obbligatoria di conciliazione dinanzi all’autorità di conciliazione di diritto svizzero rappresenta il momento in cui un «giudice» è considerato adito.

 

 

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Judgment of the Court  (First Chamber) 20 December 2017
(C-372/16, Soha Sahyouni c. Raja Mamisch)


Sentenza della Corte (prima sezione) del 20 dicembre 2017
(C-372/16, Soha Sahyouni c. Raja Mamisch)
L’articolo 1 del regolamento (UE) n. 1259/2010 relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale comporta che «il divorzio risultante da una dichiarazione unilaterale di uno dei coniugi dinanzi a un tribunale religioso non ricade nella sfera di applicazione ratione materiae di detto regolamento».

 

 

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Judgment of the Court  (Seventh Chamber) 14 December 2017
(C-66/17, Grzegorz Chudaś, Irena Chudaś  c. DA Deutsche Allgemeine Versicherung Aktiengesellschaft)

 

Sentenza della Corte  (settima sezione) del 14 dicembre 2017

(C-66/17, Grzegorz Chudaś, Irena Chudaś  c. DA Deutsche Allgemeine Versicherung Aktiengesellschaft)

Dall’interpretazione dell’articolo 4, punto 1, e l’articolo 7 del regolamento (CE) n. 805/2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, deriva che «una decisione giudiziaria che ha efficacia esecutiva sull’importo delle spese relative ai procedimenti giudiziari, contenuta in una sentenza che non verte su di un credito non contestato, non può essere certificata come titolo esecutivo europeo».




NOVEMBRE 2017

 

Judgment of the Court (First Chamber) 9 November 2017
(C-641/16, Tünkers France, Tünkers Maschinenbau GmbH  c. Expert France)

 

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 9 novembre 2017
(C-641/16, Tünkers France, Tünkers Maschinenbau GmbH  c. Expert France)
Secondo l’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza, non rientra nella competenza del tribunale che ha aperto la procedura di insolvenza un’azione di responsabilità per atti di concorrenza sleale mediante la quale si imputi al cessionario di un ramo di attività acquisito nell’ambito di una procedura di insolvenza di essersi indebitamente presentato come soggetto autorizzato alla distribuzione esclusiva di articoli fabbricati dal debitore.

 

OTTOBRE 2017

 

Judgment of the Court (Second Chamber) 17 October 2017
(C-194/16, Bolagsupplysningen OÜ, Ingrid Ilsjan c. Svensk Handel AB)  


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 17 ottobre 2017
(C-194/16, Bolagsupplysningen OÜ, Ingrid Ilsjan c. Svensk Handel AB)

Secondo l’articolo 7, punto 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, una persona giuridica la quale lamenti che, con la pubblicazione su Internet di dati inesatti che la riguardano e l’omessa rimozione di commenti sul proprio conto, sono stati violati i suoi diritti della personalità, può proporre un ricorso diretto alla rettifica di tali dati, alla rimozione di detti commenti e al risarcimento della totalità del danno subito dinanzi ai giudici dello Stato membro nel quale si trova il centro dei propri interessi. Quando la persona giuridica interessata esercita la maggior parte delle sue attività in uno Stato membro diverso da quello della sua sede statutaria, tale persona può citare l’autore presunto della violazione sulla base del luogo in cui il danno si è concretizzato in quest’altro Stato membro. Contrariamente, essa non potrà proporre un ricorso diretto alla rettifica di tali dati e alla rimozione di detti commenti dinanzi ai giudici di ciascuno Stato membro nel cui territorio siano o siano state accessibili le informazioni pubblicate su Internet.
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Judgment of the Court (Second Chamber) 12 October 2017
(C-218/16, Aleksandra Kubicka)


Sentenza della Corte di giustizia (Seconda sezione) del 12 ottobre 2017
(C-218/16, Aleksandra Kubicka)

L’articolo 1, paragrafo 2, lettere k) ed l), nonché l’articolo 31 del regolamento (UE) n. 650/2012 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo, ostano al diniego di riconoscimento, da parte di un’autorità di uno Stato membro, degli effetti reali del legato «per rivendicazione» - conosciuto dal diritto applicabile alla successione - qualora lo stesso abbia ad oggetto il diritto di proprietà su un immobile situato in detto Stato membro, la cui legislazione non conosce l’istituto del legato ad effetti reali diretti alla data di apertura della successione.
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Judgment of the Court (Second Chamber) 5 October 2017
(C-341/16, Hanssen Beleggingen BV c. Tanja Prast-Knipping)


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 5 ottobre 2017
(C‑341/16, Hanssen Beleggingen BV c. Tanja Prast-Knipping)

La Corte di giustizia precisa che l’articolo 22, punto 4, del regolamento (CE) n. 44/2001 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, non si applica alle controversie volte a determinare se «una persona sia stata legittimamente registrata come titolare di un marchio».

 

 

SETTEMBRE 2017


Judgment of the Court (Second Chamber) 14 September 2017
(C‑168/16 e C‑169/16, Sandra Nogueira, Victor Perez-Ortega, Virginie Mauguit, Maria Sanchez-Odogherty, José Sanchez-Navarro c. Crewlink Ireland Ltd, e Miguel José Moreno Osacar c. Ryanair Designated Activity Company, già Ryanair Ltd)


Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 14 settembre 2017
(C‑168/16 e C‑169/16, Sandra Nogueira, Victor Perez-Ortega, Virginie Mauguit, Maria Sanchez-Odogherty, José Sanchez-Navarro c. Crewlink Ireland Ltd, e Miguel José Moreno Osacar c. Ryanair Designated Activity Company, già Ryanair Ltd) 
Secondo la Corte di giustizia, l’articolo 19, punto 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 44/2001 va interpretato nel senso che «nel caso di ricorso presentato da un membro del personale di volo di una compagnia aerea o messo a sua disposizione e al fine di determinare la competenza del giudice adito, la nozione di “luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività”, ai sensi di tale disposizione, non è equiparabile a quella di “base di servizio”, ai sensi dell’allegato III del regolamento (CEE) n. 3922/91 del Consiglio, del 16 dicembre 1991, concernente l’armonizzazione di regole tecniche e di procedure amministrative nel settore dell’aviazione civile, come modificato dal regolamento (CE) n. 1899/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006». Tuttavia, prosegue la Corte «la nozione di “base di servizio” costituisce nondimeno un indizio significativo per determinare il “luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività”».


AGOSTO 2017

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.

 

 


LUGLIO 2017

Sentenza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 26 luglio 2017
(C-670/15, Jan Šalplachta)
Secondo gli articoli 3, 8 e 12 della direttiva 2003/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l’accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato, il patrocinio a spese dello Stato «concesso dallo Stato membro del foro, presso il quale una persona fisica che è domiciliata o dimora abitualmente in un altro Stato membro ha presentato la relativa domanda, include anche le spese anticipate da tale persona per la traduzione dei documenti giustificativi necessari per il trattamento della medesima».
 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 20 luglio 2017
(C-340/16, Landeskrankenanstalten-Betriebsgesellschaft -KABEG c. Mutuelles du Mans assurances - MMA IARD SA)
La Corte di giustizia precisa che secondo l’interpretazione dell’art. 9, paragrafo 1, lettera b) e l’art. 11, par. 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 «un datore di lavoro, stabilito in un primo Stato membro, che abbia continuato a corrispondere la retribuzione al proprio dipendente, assente in conseguenza di un incidente stradale, e che sia surrogato nei diritti di quest’ultimo nei confronti della società che assicura la responsabilità civile del veicolo implicato in detto incidente, avente sede in un secondo Stato membro, può, in qualità di “persona lesa” ai sensi di quest’ultima disposizione, citare in giudizio tale società di assicurazioni dinanzi ai giudici del primo Stato membro, sempre che un’azione diretta sia possibile».

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 13 luglio 2017
(C-433/16, Bayerische Motoren Werke AG c. Acacia Srl)
L’articolo 24 del regolamento (CE) n. 44/2001 va interpretato nel senso che «un’eccezione fondata sull’incompetenza del giudice adito, sollevata nel primo atto difensivo in via subordinata rispetto ad altre eccezioni di rito sollevate nel medesimo atto, non può essere considerata un’accettazione della competenza del giudice adito e non conduce quindi a una proroga di competenza». Nella medesima pronuncia la Corte di giustizia stabilisce che «l’articolo 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001 non è applicabile alle azioni di accertamento dell’insussistenza di una contraffazione di cui all’articolo 81, lettera b), del regolamento n. 6/2002» e «a domande di constatazione di abuso di posizione dominante e di concorrenza sleale connesse a tale azione».


Sentenza della Corte di giustizia (ottava sezione) del 13 luglio 2017
(C-368/16, Assens Havn c. Navigators Management (UK) Limited)
Dal combinato disposto degli articoli 13, punto 5 e 14, punto 2, lett. a) del  regolamento (CE) n. 44/2001 discende che «una persona lesa non è vincolata da una clausola attributiva di competenza conclusa tra l’assicuratore e l’autore, in un’azione diretta contro l’assicuratore dell’autore del danno da essa subito».

 

 


GIUGNO 2017

 

Sentenza della Corte di giustizia (settima sezione) del 28 giugno 2017
(C-436/16, Georgios Leventis, Nikolaos Vafeias c. Malcon Navigation Co. ltd., Brave Bulk Transport ltd)
Secondo l’articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 «una clausola attributiva di competenza inserita in un contratto concluso tra due società non può essere invocata dai rappresentanti di una di esse per contestare la competenza di un giudice a conoscere di un’azione risarcitoria diretta ad far valere la loro responsabilità solidale per presunti atti illeciti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni.

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 15 giugno 2017
(C‑249/16, Saale Kareda c. Stefan Benkö)
Secondo l’interpretazione dell’articolo 7, punto 1, lettera b), del regolamento n. 1215/2012  «un contratto di mutuo concluso tra un istituto di credito e due condebitori in solido, va qualificato come “contratto di prestazione di servizi”». In tal senso,  il «luogo, situato in uno Stato membro, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto», ai sensi di tale disposizione, è, salvo accordo contrario, quello della sede di tale istituto di credito, e ciò anche ove si tratti di determinare la competenza territoriale del giudice chiamato a conoscere dell’azione di regresso tra i condebitori.

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 14 giugno 2017
(C-75/16, Livio Menini, Maria Antonia Rampanelli c. Banco Popolare Società Cooperativa)

La Corte precisa che «la direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, non osta a una normativa nazionale che prevede il ricorso a una procedura di mediazione, nelle controversie indicate all’articolo 2, paragrafo 1, di tale direttiva, come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, purché un requisito siffatto non impedisca alle parti di esercitare il loro diritto di accesso al sistema giudiziario». Contrariamente, la suddetta direttiva «osta a una normativa nazionale, la quale prevede che, nell’ambito di una mediazione siffatta, i consumatori debbano essere assistiti da un avvocato e possano ritirarsi da una procedura di mediazione solo se dimostrano l’esistenza di un giustificato motivo a sostegno di tale decisione».

Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) dell’8 giugno 2017
(C-54/16, Vinyls Italia SpA, in fallimento, c. Mediterranea di Navigazione SpA)

Secondo l’articolo 13 del regolamento (CE) n. 1346/2000, relativo alle procedure di insolvenza, «la forma e il termine nei quali colui che ha beneficiato di un atto pregiudizievole per la massa dei creditori ha l’onere di sollevare un’eccezione, al fine di opporsi a un’azione diretta alla revoca di tale atto rientra nel diritto processuale dello Stato membro nel cui territorio la controversia è pendente». Tale diritto non deve, tuttavia, essere meno favorevole rispetto a quello che disciplina situazioni analoghe assoggettate al diritto interno (principio di equivalenza) né rendere in pratica impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti dal diritto dell’Unione (principio di effettività), circostanze che spetta al giudice del rinvio verificare. Inoltre, il medesimo articolo «può essere validamente invocato qualora le parti di un contratto, che abbiano sede in uno stesso Stato membro, nel cui territorio sono ubicati anche tutti gli altri elementi pertinenti alla situazione di cui trattasi, abbiano designato come applicabile a tale contratto la legge di un altro Stato membro, a condizione che dette parti non abbiano scelto tale legge fraudolentemente o abusivamente, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare».

Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) dell’8 giugno 2017
(C‑111/17 PPU, OL c. PQ)
La Corte si pronuncia nuovamente sull’interpretazione dell’articolo 11, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2201/2003 affermando che «nel caso in cui un minore è nato ed ha soggiornato ininterrottamente con sua madre per diversi mesi, conformemente alla volontà comune dei suoi genitori, in uno Stato membro diverso da quello in cui questi ultimi avevano la loro residenza abituale prima della sua nascita,[…]  il diniego della madre di far ritorno in questo stesso Stato membro in compagnia del minore non può essere considerato come un «illecito trasferimento o mancato ritorno» del minore, ai sensi di detto articolo 11, paragrafo 1».

Sentenza della Corte di giustizia (nona sezione) del 1° giugno 2017
(C-330/16, Piotr Zarski c. Andrzej Stadnicki)
Secondo l’articolo 12, paragrafo 4, della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali  «i ritardi di pagamento nell’esecuzione di un contratto concluso prima del 16 marzo 2013 sono esclusi all’ambito di applicazione della suddetta direttiva, anche qualora tali ritardi avvengano successivamente a tale data».




Si segnala inoltre… 

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2017/1105 della Commissione del 12 giugno 2017 che stabilisce i moduli di cui al regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle procedure di insolvenza

 

MAGGIO 2017

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 4 maggio 2017
(C‑29/16, HanseYachts AG c. Port d’Hiver Yachting SARL, Société Maritime Côte d’Azur, Compagnie Generali IARD SA)
La Corte di giustizia precisa che secondo gli articoli 27, paragrafo 1, e 30, punto 1, del regolamento (CE) n. 44/2001, in caso di litispendenza «la data di avvio di un procedimento volto a ottenere una misura istruttoria prima del processo non può costituire la data in cui “è considerato adito” il giudice chiamato a statuire su una domanda nel merito, presentata nello stesso Stato membro».

 



APRILE 2017

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali.


MARZO 2017



Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 9 marzo 2017
(C‑551/15, Pula Parking d.o.o. c. Sven Klaus Tederahn)
Rientra nell’ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, un procedimento di esecuzione forzata avviato da una società di proprietà di un ente territoriale contro una persona fisica domiciliata in un altro Stato membro, ai fini del recupero di un credito insoluto per sosta in un parcheggio pubblico, la cui gestione è stata delegata a tale società dal suddetto ente, non avendo carattere punitivo ma costituendo il mero corrispettivo di un servizio fornito.



Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 9 marzo 2017
(C‑484/15, Ibrica Zulfikarpašić c. Slaven Gajer)
Il regolamento (CE) n. 805/2004 che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati, va interpretato «nel senso che, in Croazia, i notai, nell’esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa nazionale nell’ambito dei procedimenti di esecuzione forzata sulla base di un “atto autentico”, non rientrano nella nozione di “giudice”». In tal senso, un mandato di esecuzione emesso da un notaio che non sia stato oggetto di opposizione non può essere certificato quale titolo esecutivo europeo allorché non verte su un credito non contestato ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, di tale regolamento.

 


Sentenza della Corte di giustizia (decima sezione) del 2 marzo 2017
(C-354/15, Andrew Marcus Henderson c. Novo Banco SA)
Il regolamento (CE) n. 1393/2007 relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale «osta a una normativa nazionale, secondo la quale, qualora un atto giudiziario, notificato a un convenuto che risiede nel territorio di un altro Stato membro, non sia stato redatto o accompagnato da una traduzione o in una lingua che il convenuto comprende oppure nella lingua ufficiale dello Stato membro richiesto, l’omissione del modulo standard contenuto nell’allegato II di tale regolamento comporta la nullità di detta notificazione o comunicazione, anche se tale nullità deve essere eccepita dallo stesso convenuto entro un dato termine o dall’inizio del giudizio e prima di qualsiasi difesa nel merito». Lo stesso regolamento impone che una simile omissione sia regolarizzata conformemente a quanto da esso disposto, tramite la consegna all’interessato del modulo standard contenuto nell’allegato II di detto regolamento.

 


 
 



FEBBRAIO 2017



Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 15 febbraio 2017
(C-499/15, W., V. c. X.)

L’articolo 8 del regolamento (CE) n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale e l’articolo 3 del regolamento (CE) n. 4/2009 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, devono essere interpretati nel senso che: «i giudici dello Stato membro che hanno adottato una decisione passata in giudicato in materia di responsabilità genitoriale e di obbligazioni alimentari riguardanti un figlio minore non sono più competenti a pronunciarsi su una domanda di modifica dei provvedimenti adottati con tale decisione, qualora la residenza abituale del minore si trovi nel territorio di un altro Stato membro». In tal caso, la competenza a pronunciarsi spetta ai giudici di quest’ultimo Stato membro.

 



 
GENNAIO 2017  


Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali. 

 



DICEMBRE 2016

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 21 dicembre 2016
(C‑618/15, Concurrence SARL c. Samsung Electronics France SAS, Amazon Services Europe Sàrl)
Al fine di attribuire la competenza giurisdizionale - conferita ai sensi dell’art. 5, punto 3 del regolamento (CE) n. 44/2001 - a conoscere di un’azione risarcitoria promossa per violazione del divieto di vendita al di fuori di una rete di distribuzione selettiva, su siti Internet operanti in diversi Stati membri, si deve considerare come luogo in cui il danno si è prodotto il territorio dello Stato membro che protegge detto divieto di vendita mediante l’azione, territorio nel quale l’attore asserisce di aver sofferto una riduzione delle proprie vendite. 


Si segnala inoltre…


Decisione (UE) 2016/2313 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza taluni Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione della Repubblica di Corea alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori
, in GU L 345 del 20.12.2016.


Decisione (UE) 2016/2312 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza la Repubblica d'Austria e la Romania, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione del Perù alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori
, in GU L 345 del 20.12.2016.

 

Decisione (UE) 2016/2311 del Consiglio, dell'8 dicembre 2016, che autorizza taluni Stati membri, nell'interesse dell'Unione europea, ad accettare l'adesione del Kazakhstan alla convenzione dell'Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, in GU L 345 del 20.12.2016. 




NOVEMBRE 2016

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) 16 novembre 2016
(C‑417/15, Wolfgang Schmidt c. Christiane Schmidt)
La Corte di Giustizia stabilisce che «l’azione di annullamento di un atto di donazione di un immobile per incapacità di agire del donante non rientra nella competenza esclusiva del giudice dello Stato membro in cui l’immobile è situato, prevista all’articolo 24, punto 1, del regolamento n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, bensì nella competenza speciale di cui all’articolo 7, punto 1, lettera a), dello stesso.

 


Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) 9 novembre 2016
(C-212/15, ENEFI Energiahatekonysagi Nyrt c. Direcția Generală Regională a Finanțelor Publice Brașov (DGRFP)
Rientrano nell’ambito d’applicazione dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza, le disposizioni del diritto interno dello Stato membro sul territorio del quale una procedura di insolvenza è aperta, che prevedono, nei confronti del creditore che non abbia partecipato alla procedura suddetta, la decadenza dal diritto di far valere il proprio credito o la sospensione dell’esecuzione forzata di tale credito in un altro Stato membro.

 



OTTOBRE 2016

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 27 ottobre 2016
(C‑428/15, Child and Family Agency c. J.D.)
L’articolo 15 del regolamento (CE) n. 2201/2003 si applica «in presenza di un ricorso in materia di tutela dei minori presentato dalla competente autorità di uno Stato membro e avente ad oggetto l’adozione di misure relative alla responsabilità genitoriale qualora la dichiarazione di competenza di un organo giurisdizionale di un altro Stato membro necessiti dell’avvio, da parte di un’autorità di tale altro Stato membro, ai sensi del suo diritto interno e alla luce di circostanze di fatto eventualmente diverse, di un procedimento distinto da quello avviato nel primo Stato membro». Inoltre, per poter stabilire che «un’autorità giurisdizionale di un altro Stato membro con il quale il minore ha un legame particolare è più adatta, il giudice competente deve accertarsi che il trasferimento del caso sia idoneo ad apportare un valore aggiunto reale e concreto al trattamento dello stesso ed accertarsi che il medesimo non rischi di ripercuotersi negativamente sulla situazione del minore. Non rileva, in sede di attuazione di tale disposizione, né l’incidenza del trasferimento del caso sul diritto di libera circolazione delle persone interessate diverse dal minore, né il motivo per il quale la madre di tale minore si è avvalsa di tale diritto, prima che detto giudice fosse adito, salvo che tali considerazioni siano suscettibili di ripercuotersi in modo negativo sulla situazione del minore. 

 

 



Sentenza della Corte di giustizia (quinta sezione) del 26 ottobre 2016
(C-195/15, SCI Senior Home, in amministrazione controllata c. Gemeinde Wedemark, Hannoversche Volksbank eG)
Secondo la Corte di Lussemburgo costituisce un «diritto reale», ai sensi di tale articolo 5 del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza, una garanzia costituita in forza di una disposizione di diritto nazionale, secondo cui l’immobile del debitore di imposte fondiarie è gravato ex lege da un onere fondiario di diritto pubblico e tale proprietario deve tollerare l’esecuzione forzata, su tale immobile, del titolo che constata il credito fiscale.

 

Corte di giustizia (Grande sezione) del 18 ottobre 2016
(C-135/15, Republik Griechenland c. Grigorios Nikiforidis)
L’articolo 9, paragrafo 3, del regolamento n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) «esclude che norme di applicazione necessaria diverse da quelle dello Stato del foro possano essere applicate in quanto norme giuridiche, dal giudice del foro, ma non osta a che quest’ultimo prenda in considerazione siffatte altre norme di applicazione necessaria in quanto elementi di fatto nei limiti in cui ciò è previsto dal diritto nazionale applicabile al contratto in forza delle disposizioni di tale regolamento». Ciò non può considerarsi in contrasto con il principio di leale cooperazione enunciato all’articolo 4, paragrafo 3, TUE.

 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 13 ottobre 2016
(C-294/15, Edyta Mikołajczyk c. Marie Louise Czarnecka, Stefan Czarnecki)
Un’azione per l’annullamento del matrimonio proposta da un terzo successivamente al decesso di uno dei coniugi rientra nell’ambito di applicazione del regolamento n. 2201/2003 ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 1, lettera a). Tuttavia, una persona diversa da uno dei coniugi che proponga un’azione per l’annullamento del matrimonio non può avvalersi dei criteri di competenza previsti dall’articolo 3, paragrafo 1, lettera a) dello stesso regolamento.

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 12 ottobre 2016
(C-185/15, Marjan Kostanjevec c. F&S Leasing GmbH)
Secondo la Corte di giustizia il foro designato ex art. 6, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001 in materia di domanda riconvenzionale è competente a pronunciarsi su una tale domanda «volta ad ottenere la restituzione, a titolo di un arricchimento indebito, di un importo corrispondente a quello convenuto nell’ambito di un accordo stragiudiziale, qualora tale domanda sia presentata nell’ambito di una nuova azione giudiziaria tra le stesse parti, a seguito dell’annullamento della decisione alla quale aveva condotto l’azione iniziale tra le medesime e la cui esecuzione aveva dato luogo a tale accordo stragiudiziale».

 

Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1823 della Commissione del 10 ottobre 2016 che istituisce i moduli di cui al regolamento (UE) n. 655/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce una procedura per l'ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari al fine di facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale, in G.U.U.E. del 19 ottobre 2016, L 283/1




SETTEMBRE 2016

 

Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali. 




AGOSTO 2016

 

Decisione (UE) 2016/1366 della Commissione del 10 agosto 2016 che conferma la partecipazione dell'Estonia alla cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale, in GUUE  L 216/23 dell’ 11 agosto 2016
Osservando che «né la decisione 2010/405/UE né il regolamento (UE) n. 1259/2010 impongono condizioni particolari di partecipazione alla cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale», la Commissione ha confermato la partecipazione dell'Estonia nella consapevolezza che essa potrà solo «rafforzarne i benefici».  

 

 

LUGLIO 2016

Sentenza della Corte di Giustizia (terza sezione) del 28 luglio 2016
(C-191/15, Verein für Konsumenteninformation c. Amazon EU Sàrl)   
L’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretato nel senso che «una clausola rientrante nelle condizioni generali di vendita di un professionista secondo la quale la legge dello Stato membro in cui ha sede tale professionista disciplina il contratto stipulato mediante commercio elettronico con un consumatore, è abusiva quando induce in errore lo stesso dandogli l’impressione che al contratto si applichi soltanto la legge di detto Stato membro, senza informarlo del fatto che egli dispone ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 2, del regolamento n. 593/2008, della tutela assicuratagli dalle disposizioni imperative della legge che sarebbe applicabile in assenza di siffatta clausola».

 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 28 luglio 2016
(C-102/15,
Gazdasági Versenyhivatal c. Siemens Aktiengesellschaft Österreich)
Non rientra nella «materia civile e commerciale» ai sensi dell’articolo 1 del regolamento (CE) n. 44/2001 un’azione di ripetizione dell’indebito fondata sull’arricchimento senza causa che ha origine nel rimborso di un’ammenda inflitta nell’ambito di un procedimento in materia di diritto della concorrenza.

 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 14 luglio 2016
(C‑230/15, Brite Strike Technologies Inc. c. Brite Strike Technologies SA)
La Corte di Lussemburgo precisa che «l’articolo 71 del regolamento (CE) n. 44/2001 non osta all’applicazione della norma di competenza giurisdizionale per le controversie relative ai marchi, disegni e modelli del Benelux prevista all’articolo 4.6 della Convenzione del Benelux sulla proprietà intellettuale (marchi e disegni o modelli), del 25 febbraio 2005». In particolare, i principi di certezza del diritto e di buona amministrazione della giustizia evocati dalle disposizioni del regolamento n. 44/2001 si considerano rispettati in quanto i criteri di competenza previsti si articolano sulla base del principio del foro del domicilio del convenuto ed è completato da fori alternativi che presentano un collegamento stretto con l’oggetto della controversia. 
 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 14 luglio 2016
(C‑196/15, Granarolo SpA c. Ambrosi Emmi France SA)
Secondo la Corte di giustizia il concetto di «relazioni commerciali stabilite da tempo» ex art. 5, punto 1, lett. b) del regolamento n. 44/2001 devono essere qualificate come «contratti di “compravendita di beni” se l’obbligazione caratteristica del contratto consiste nella consegna di un bene, oppure come contratto di “prestazione di servizi” se tale obbligazione consiste nella fornitura di servizi, circostanze che spetta al giudice del rinvio verificare». Inoltre, secondo il dettato del successivo punto 3 dello stesso articolo, «un’azione di risarcimento fondata su una brusca interruzione di relazioni commerciali stabilite da tempo non rientra nella materia degli illeciti civili dolosi o colposi qualora tra le parti esistesse una relazione contrattuale tacita». Quest’ultima dovrà essere verificata dal giudice di rinvio «sulla base di un insieme di elementi concordanti, tra i quali figurano, in particolare, l’esistenza di relazioni commerciali stabilite da tempo, la buona fede tra le parti, la regolarità delle transazioni e la loro evoluzione nel tempo espressa in quantità e in valore, gli eventuali accordi sui prezzi fatturati e/o sugli sconti accordati, nonché la corrispondenza intercorsa».
 

Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 7 luglio 2016
(C‑222/15, Hőszig Kft. c. Alstom Power Thermal Services)
Secondo le disposizioni contenute nell’articolo 23, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 44/2001 una clausola attributiva di giurisdizione stipulata nell’ambito delle condizioni generali di contratto del committente (menzionate negli atti contenenti i contratti inter partes e trasmesse all’atto della loro conclusione) e che designi quali giudici competenti quelli di una città di uno Stato membro, soddisfa i requisiti del consenso tra le parti e della precisione del contenuto.


Sentenza della Corte di Giustizia (seconda sezione) del 7 luglio 2016
(C-70/15, Emmanuel Lebek c. Janusz Domino)
La nozione di impugnazione, di cui all’articolo 34, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 va interpretata nel senso che «essa include anche la richiesta di rimuovere la preclusione, quando il termine per presentare un ricorso ordinario sia scaduto». L’articolo 19, paragrafo 4, ultimo comma, del regolamento (CE) n. 1393/2007 relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale «esclude l’applicazione delle disposizioni di diritto nazionale relative al regime delle richieste di rimozione della preclusione, nel caso in cui il termine di ammissibilità per la presentazione di tali domande, quale specificato nella comunicazione di uno Stato membro a cui la citata disposizione si riferisce, sia scaduto».


 

GIUGNO 2016

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 16 giugno 2016
(C-12/15, Universal Music International Holding BV c. Michael Tétreault Schilling, Irwin Schwartz, Josef Brož)
Alla luce delle disposizioni contenute nell’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001, la Corte di giustizia afferma che in caso di danno consistente esclusivamente in una perdita economica realizzatasi direttamente sul conto bancario dell’attore e direttamente derivante da un atto illecito commesso in un altro Stato membro, il «luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto» non può considerarsi il luogo situato in uno Stato membro nel quale è sorto il danno. Inoltre, nel verificare la competenza giurisdizionale, il giudice adito deve «valutare tutti gli elementi a sua disposizione, comprese, eventualmente, le contestazioni sollevate dal convenuto».


Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 16 giugno 2016
(C-511/14, Pebros Servizi Srl c. Aston Martin Lagonda Ltd)
La Corte di Lussemburgo precisa che, in caso di sentenza contumaciale, un credito può considerarsi «non contestato» ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, secondo comma, lettera b), del regolamento (CE) n. 805/2004 autonomamente sulla base delle disposizioni di tale regolamento.

Decisione (UE) 2016/954 del Consiglio, del 9 giugno 2016, che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali delle coppie internazionali, con riferimento ai regimi patrimoniali tra coniugi e agli effetti patrimoniali delle unioni registrate.
La cooperazione rafforzata istituisce negli Stati membri partecipanti (Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia, Finlandia e Svezia) un quadro giuridico chiaro e completo in materia di regimi patrimoniali delle coppie internazionali - sia con riferimento ai regimi patrimoniali tra coniugi che agli effetti patrimoniali delle unioni registrate - in modo da garantire ai cittadini soluzioni adeguate per quanto concerne la certezza del diritto, la prevedibilità e la flessibilità, facilitando la circolazione delle decisioni e degli atti pubblici tra gli Stati membri partecipanti. 


 
Si segnala inoltre ...
 

La proposta di Decisione del Consiglio che autorizza taluni Stati membri, nell’interesse dell’Unione europea, ad accettare l’adesione della Repubblica di Corea alla Convenzione dell’Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, del 7 giugno 2016 (COM/2016/0372 final - 2016/0173 (NLE)


La proposta di Decisione del Consiglio che autorizza taluni Stati membri, nell’interesse dell’Unione europea, ad accettare l’adesione del Kazakhstan alla Convenzione dell’Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, del 7 giugno 2016 (COM/2016/0368 final - 2016/0169 (NLE)


La proposta di Decisione del Consiglio che autorizza la Repubblica d’Austria e la Romania, nell’interesse dell’Unione europea, ad accettare l’adesione del Perù alla Convenzione dell’Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, del 7 giugno 2016 COM/2016/0367 final - 2016/0168 (NLE)


La proposta di Regolamento di esecuzione del Consiglio che sostituisce gli elenchi delle procedure di insolvenza, delle procedure di liquidazione e dei curatori negli allegati A, B e C del regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza del 7 giugno 2016 (COM/2016/0366 final - 2016/0167 (NLE)

La proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che sostituisce gli elenchi delle procedure di insolvenza e degli amministratori delle procedure di insolvenza negli allegati A e B del regolamento (UE) 2015/848 relativo alle procedure di insolvenza, del 1° giugno 2016 (ST 9710 2016 INIT - 2016/0159 (OLP)

MAGGIO 2016

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 25 maggio 2016
(C‑559/14, Rūdolfs Meroni c. Recoletos Limited)

L’articolo 34, punto 1, del regolamento (CE) n. 44/2001, letto alla luce dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dispone che «il riconoscimento e l’esecuzione di un’ordinanza emessa senza che un terzo - i cui diritti possano essere pregiudicati - sia stato ascoltato, non possono essere considerati come manifestamente contrari all’ordine pubblico dello Stato membro richiesto e al diritto a un equo processo ai sensi di tali disposizioni, nei limiti in cui è possibile a tale terzo far valere i propri diritti dinanzi a detto giudice».

 

Ordinanza della Corte di giustizia (prima sezione) del 12 maggio 2016
(C-281/15, Soha Sahyouni c. Raja Mamisch)

La Corte di giustizia si dichiara incompetente a rispondere alla domanda pregiudiziale sollevata con riguardo al riconoscimento di una decisione di divorzio pronunciata da un’autorità religiosa di uno Stato terzo, non trovando applicazione le disposizioni del regolamento 2201/2003 e del regolamento 1259/2010 e non avendo il giudice di rinvio fornito altre indicazioni allo scopo di accertarne l’applicabilità ai fatti del procedimento principale.

 

Si segnala inoltre… 

 

La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che sostituisce gli elenchi delle procedure di insolvenza e degli amministratori delle procedure di insolvenza negli allegati A e B del regolamento (UE) 2015/848 relativo alle procedure di insolvenza, COM(2016) 317 final del 30 maggio 2016

  


APRILE 2016

Sentenza della Corte di giustizia (prima sezione) del 21 aprile 2016
(C‑572/14, Austro-Mechana Gesellschaft zur Wahrnehmung mechanisch-musikalischer Urheberrechte GmbH c. Amazon EU Sàrl e altri)
L’articolo 5, punto 3, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, va interpretato nel senso che una domanda volta a ottenere la corresponsione di un compenso dovuto ai sensi di una normativa nazionale che attua il sistema di «equo compenso», previsto dall’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, rientra nella «materia di illeciti civili dolosi o colposi», ai sensi dell’articolo 5, punto 3, di detto regolamento.

 

 

Sentenza della Corte di giustizia (terza sezione) del 21 aprile 2016
(C‑377/14, Ernst Georg Radlinger, Helena Radlingerová c. FINWAY a.s.)
La Corte chiarisce che in un procedimento per insolvenza, il giudice d’ufficio può esaminare la natura eventualmente abusiva di clausole contenute in contratti stipulati con i consumatori dalle quali derivano crediti dichiarati nell’ambito del medesimo procedimento. Le disposizioni della direttiva 93/13/CEE prevedono che «per valutare il carattere sproporzionatamente elevato dell’importo dell’indennizzo imposto al consumatore che non adempie ai propri obblighi, occorre valutare l’effetto cumulativo di tutte le clausole ad esso relative contenute nel contratto, indipendentemente dal fatto che il creditore persegua effettivamente la piena esecuzione di ognuna di esse».

 MARZO 2016  

Sentenza della Corte di giustizia (sesta sezione) del 17 marzo 2016
(C‑175/15, Taser International Inc. c. SC Gate 4 Business SRL, Cristian Mircea Anastasiu)
L’articolo 24 del regolamento n. 44/2001 osta, nell’ambito di una controversia tra le parti di un contratto contenente una clausola attributiva di competenza in favore dei giudici di uno Stato terzo, a che «il giudice dello Stato membro nel cui territorio il convenuto ha la propria sede sociale, il quale è stato adito, dichiari la propria incompetenza d’ufficio, anche se tale convenuto non ne contesta la competenza».
 

Sentenza della Corte di giustizia (seconda sezione) del 10 marzo 2016
(C‑94/14, Flight Refund Ltd c. Deutsche Lufthansa AG)
Il regolamento (CE) n. 44/2001 prevede che le questioni relative alla competenza internazionale dei giudici dello Stato membro d’origine dell’ingiunzione di pagamento europea siano decise garantendo «l’effetto utile delle disposizioni di tale regolamento e i diritti della difesa, indipendentemente dal fatto che il giudice che si pronuncia su tale questione sia il giudice del rinvio o un giudice da quest’ultimo designato in quanto giudice competente territorialmente e ratione materiae a conoscere di un credito quale quello di cui trattasi nel procedimento principale, ai sensi del procedimento civile ordinario».
 

Decisione (UE) 2016/414 del Consiglio del 10 marzo 2016 che autorizza la Repubblica d'Austria a firmare e ratificare e Malta ad aderire, nell'interesse dell'Unione europea, alla Convenzione dell'Aia, del 15 novembre 1965, relativa alla notificazione e alla comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale
Il Consiglio autorizza la Repubblica d'Austria a firmare e ratificare, e Malta ad aderire alla Convenzione dell’Aia del 1965 nell'interesse dell'Unione. Gli Stati membri mantengono le rispettive competenze nei settori della Convenzione che non incidono sulle norme dell'Unione o non ne modificano la portata, conformemente all’articolo 3, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

 

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali delle coppie internazionali, con riferimento ai regimi patrimoniali tra coniugi e agli effetti patrimoniali delle unioni registrate, del 2 marzo 2016, COM(2016) 108 final, 2016/0061(NLE)
A fronte delle richieste ricevute da parte di diciassette Stati membri (Svezia, Belgio, Grecia, Croazia, Slovenia, Spagna, Francia, Portogallo, Italia, Malta, Lussemburgo, Germania, Repubblica ceca, Paesi Bassi, Austria, Bulgaria e Finlandia) che hanno manifestato l'intenzione di instaurare tra loro una cooperazione rafforzata nel settore della competenza giurisdizionale, della legge applicabile, del riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi e di effetti patrimoniali delle unioni registrate, la Commissione ha presentato una proposta di decisione.


Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia di gli effetti patrimoniali delle unioni registrate, del 2 marzo 2016, COM(2016) 107 final, 2016/0060(CNS)
La proposta di regolamento mira a disciplinare le questioni connesse agli effetti patrimoniali delle unioni registrate, il cui contenuto specifico continua ad essere definito dal diritto interno degli Stati membri. Nulla nella presente proposta di regolamento impone ad uno Stato membro la cui legge non contempla l’istituto dell'unione registrata di prevederlo nel diritto nazionale.
 

Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi, del 2 marzo 2016, COM(2016) 106 final, 2016/0059(CNS)
In considerazione delle diverse conseguenze giuridiche del matrimonio e dell’unione registrata, la Commissione presenta una diversa proposta di regolamento relativa alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi.

 
Si segnala inoltre…


La Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo sulle attività della rete giudiziaria in materia civile e commerciale, del 10 marzo 2016, COM(2016) 129 final
Nella valutazione in merito al funzionamento della rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale (istituita con la decisione 2001/470/CE del Consiglio, del 28 maggio 2001, poi modificata con la decisione 568/2009/CE), la Commissione rileva possibili miglioramenti operativi nell’ambito del quadro giuridico esistente. In particolare, sono stati individuati sette punti chiave  tra i quali «gli interventi diretti a garantire una maggiore integrazione dei giudici e di altre autorità giudiziarie, nonché dei professionisti forensi, in tutte le attività della rete; l’ampliamento delle sinergie con altre reti europee che perseguono finalità analoghe e l'individuazione e la raccolta di dati statistici fondamentali sulla base dei meccanismi nazionali di raccolta dei dati».

 


                
FEBBRAIO 2016


Non vi sono aggiornamenti normativi e giurisprudenziali. 

 


 
GENNAIO 2016


Sentenza della Corte di giustizia (quarta sezione) del 21 gennaio 2016
(C-521/14, SOVAG –Schwarzmeer und Ostsee Versicherungs-Aktiengesellschaft c. If Vahinkovakuutusyhtiö Oy)

L’ambito di applicazione dell’articolo 6, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, si estende ad un’azione proposta da un terzo nei confronti del convenuto contro cui è esercitata l’azione principale e avente ad oggetto una domanda strettamente collegata a detta azione, a condizione che essa non abbia il solo scopo di distogliere detto convenuto dal suo giudice naturale.